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Sony HDR-AS10, attacco alle action camera

Quanti di voi hanno mai sentito parlare di “Action Camera“? Magari il termine non comunicherà molto ai più, ma se dicessi “GoPro” cosa cambierebbe? Ecco che si inizia a riconoscere qualcosa di più noto. Per chi non avesse confidenza col mondo delle riprese video o degli sport estremi (e non) diremo brevemente che le action camera sono piccole videocamere studiate per resistere ad urti, ad acqua, fango, sabbia, per poter filmare azioni particolarmente dinamiche, magari in auto durante una sessione di rally, sulla cresta di un’onda surfando, sugli sci scendendo dalla Marmolada. Non a caso sono piccolissime e negli ultimi anni hanno ricevuto sempre più consensi, trainate dall’ottima idea messa in campo da GoPro dal 2004. Naturalmente gli anni interessanti per le action camera iniziano ora che tecnologicamente è davvero possibile offrire grandi livelli qualitativi mantenendo costi e dimensioni al minimo possibile. In anteprima (esclusiva più che anteprima visto che non la vedremo mai in Italia), 7per24 ha testato la nuova Sony HDR-AS10, il primo tentativo di Sony di introdursi in un mercato difficile perchè ancora un po’ lontano dall’ottica consumer. In italia è disponibile la HDR-AS15, identica in tutto alla 10, ma con opzione wifi per usare un telefonino come viewfinder e per trasferimento dati. La HDR-AS10 offre prestazioni di grande rilievo, partendo dal sensore 16MP, lo stesso usato nelle Cybershot HX20V: 1080p 30fps, 720p 30/60/120 fps. Questo significa poter riprendere in “super slow motion“, ossia quattro volte più velocemente del normale per usare poi il tutto in stupendi montaggi video.
La camera offre anche la possibilità di video time-lapse, dove decidendo un intervallo di scatto, questa continuerà a scattare, creando un video di grande impatto, come quelli che si vedono spesso nei documentari nelle transizioni notte/giorno.
Il campo visivo è impostabile a 170° fish-eye oppure 120°, angolo al quale è possibile attivare lo steadyshot digitale, lo stabilizzatore Sony per rimuovere tremolii e vibrazioni (anche di grande entità). Questo punto è, come direbbero gli inglesi, groundbreaking, rivoluzionario. Nessuna action camera attuale ha un sistema di stabilizzazione video ed essendo dispositivi pensati per riprendere azioni a grande impatto dinamico, è una carenza a nostro avviso imperdonabile, soprattutto a GoPro, la flagship del settore. Si sa, una volta che si fa successo si smette di pensare a rivoluzionare il prodotto, ma ci si impegna solo a rivenderne uno simile l’anno successivo, è diventata una moda negli ultimi anni in ogni settore, telefonico, videoludico, informatico. Lo steadyshot, seppur non ottico (impensabile da inserire in una camera che subisce urti violenti) svolge il suo lavoro in modo incredibile, il miglior steadyshot digitale abbiamo mai provato, anche una sessione di motocross appare come fluida, quasi fosse ripresa su un binario. Chi sta storcendo il naso non ha probabilmente mai dovuto lottare contro il blur generato dalle normali camere nei movimenti rapidi o nelle vibrazioni, che rendono il video usabile al suo 20% in fase di montaggio.
Sono presenti uscite mini HDMI per connessione con monitor/tv, mini USB ed una porta “misteriosa”, in realtà sarà usata in futuro da Sony per accessori come un viewfinder esterno. La camera colpisce per il suo peso e le sue dimensioni: 8,2 x 2,4 x 4,7 cm con un peso di soli 90 grammi, al tatto appare molto delicata e non da molta confidenza usata senza case protettivo, incluso nella confezione. Come supporto di memoria è possibile usare microSD/SDHC fino a 32gb oppure le Memory Stick Micro proprietarie (finalmente Sony lascia scegliere).
Come si comporta e che difetti ha?
Iniziamo col dire che la qualità video è eccellente, ma si tratta di una action camera, mai scordarlo, non è una camera professionale, ha una focale fissa ed un field of view molto esteso che può distorcere l’immagine pur di dare allo spettatore più campo possibile. Noi l’abbiamo usata anche per riprendere eventi e funziona egregiamente con il campo visivo impostato a 120°. Il vero ambiente della camera però è dentro il case protettivo che permette, tramite vite per treppiede, di essere agganciato quasi ovunque, anche grazie alle montature fornite da Sony, solo due adesive in questo caso, una per superfici piane ed una per curve, come un casco da moto. Sono in vendita altri tipi di mount, come quella per manubrio, fascia per la testa e altro ancora. La camera si comporta egregiamente di giorno dove ha solo qualche incertezza sui rapidi passaggi di bilanciamento del bianco, mentre in condizioni di scarsa luminosità arranca, nonostante il blasonato sensore Exmor R, il video diventa granuloso e pieno di rumore. Sia chiaro, è usabile anche al buio, ma non aspettatevi grandi performance, i lampioni (come le forti fonti di luce) soffrono di effetto flare e tutto perde di dettaglio.
Ha dei difetti, alcuni palesi. Il primo è che non si può accedere all’ingresso microfono (davvero di alta qualità) quando la camera è nel case. Questo significa che non è possibile “parlare” mentre si filma. Non è possibile cambiare i settaggi di ripresa una volta che questa è sigillata e fondamentalmente mancano mount per essere usata “ovunque” (cosa che GoPro ha fatto bene, le montature). Oltre a questo è necessario acquistare a parte un inserto “anti-fog” per evitare l’appannamento da condensa del case protettivo quando si filma. Si può risolvere anche con un pacchetto di silica gel, ma lo spazio a disposizione per inserirlo è davvero poco, questa è una cosa che Sony doveva fornire nella confezione, grave errore (l’appannamento è uno dei difetti più gravi e più marcati da ogni recensione del settore).
Per il resto la batteria ha ottima durata, qualitativamente “fa le scarpe” a tantissime point and shoot camera, il tutto in un package minuscolo e davvero efficace. Grande qualità audio stereo, completamente imparagonabile a ciò che è ottenibile da una GoPro qualsiasi (sì, anche la Hero 3), Contour, Drift e competitors vari (ne abbiamo provate molte nel corso del tempo in redazione). Lodevole il bitrate mantenuto sui 6mbps per il 720p che diventa 16mbps a 1080p (massimo 24mbps in 720 super slow motion) anche se questo impedisce di avere grande tolleranza in video-editing (mancano informazioni “extra” per pesanti azioni di color correction), ma permette di filmare senza mai preoccuparsi della memoria rimanente (si filmano circa 2 ore e 40 ogni 8gb in 720p).
Detto questo è necessario il confronto con la rivale più agguerrita che mai, la GoPro Hero 3. Hero 3 esce in tre versioni, la white, fondamentalmente una Hero2 rimarchiata, la Silver e la Black (449 euro), in grado di filmare a 4k (3840×2160), ma solo a 15 fps, fondamentalmente uno showoff di potenza e nulla più. La qualità d’immagine è simile alla HDR, con lieve vantaggio di quest’ultima in termini di definizione-sharpness, i toni dei colori più caldi sulla Hero3 danno più sensazione di “epico” ed in scarsa luminosità, la Sony esce vincente, seppur non di molto. La mancanza di stabilizzazione video per noi è imperdonabile, ma lo sappiamo, Sony non è certo nata ieri in quanto a creazione di hardware. Per molti sport GoPro è tutt’altro che superata dal primo tentativo di Sony, ma non riesce a convincere particolarmente più di quanto una già ottima Hero2 (ora trovabile a prezzi stracciati) potesse fare.

Ultimo commento

  • Ma in termini di durata, quanta autonomia offre la batteria filmando 1080p e a 720p ?