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Reggiana, si parte tra mille incognite

Domenica 2 settembre, finalmente, si ricomincia a giocare e stavolta sul serio. Il campionato di Lega Pro riapre le danze dopo un’estate infuocata dal calcio-scommesse e dalle tante penalizzazioni con la Reggiana che riparte, come al solito, sotto la spinta di un ambiente carico di aspettative, affievolitesi nell’ultimo tempo a causa di qualche risultato estivo non proprio entusiasmante. Il pre-campionato granata, infatti, non ha sicuramente rispettato le attese dato che, escluse le prove con squadre di categorie inferiori utili solo per rodare la forma atletica, il bilancio è stato di due pareggi a reti bianche – contro Albinoleffe e Sassuolo – una vittoria di misura contro il Carpi nel “Memorial Poli”e l’indigesta ciliegina sulla torta dell’esclusione dalla Coppa Italia ad opera della Virtus Entella, formazione neo-promossa in Prima Divisione e diretta avversaria dei granata in questa stagione. Ciò che più ha destato timori, però, sono stati i soliti problemi di finalizzazione e di costruzione del gioco tipici della Reggiana di una anno fa quando Alessi era l’unico in grado di cambiare volto alla squadra, sintomo che, ad una settimana dall’inizio del campionato, Zauli ha ancora molto su cui lavorare.

Le certezze Partiamo da colui che è sempre stato una sicurezza, Alessi. Tornato in campo coi compagni solo nell’ultimo test contro la Sampolese, il numero dieci granata ha dimostrato ancora una volta quanto questa squadra faccia fatica a segnare – e soprattutto a rendersi pericolosa – senza passare dai suoi piedi e dalle sue idee. Peccato che dal mercato sia arrivato di tutto fuorché il tanto agognato vice-regista: Parola darà sicuramente il suo contributo d’esperienza al centrocampo ma è più interditore che incursore, l’ultimo arrivato Antonelli è un esterno offensivo così come Sprocati e sappiamo tutti che né Viapiana né tanto meno Ardizzone hanno dimostrato di potersi sostituire al regista granata nel ruolo di suggeritore dietro le punte. Con un po’ di azzardo potremmo dire che la difesa, con l’arrivo di Cossentino e la disponibilità dalla prima giornata di Magliocchetti, potrebbe essere il secondo punto di forza della formazione di Zauli anche se gli esterni sono per ora affidati a giovani di belle speranze – Bani e Scappi – da verificare poi in campionato.

Le incognite Il modulo innanzitutto. Zauli è partito con l’idea di trarre il meglio, visto i numerosi arrivi di esterni offensivi, dal 4-2-3-1 provato e subito rimesso nell’armadio all’inizio della sua avventura in granata. Quest’anno gli uomini ci sono ma la squadra si è dimostrata troppo sbilanciata e poco compatta tra i reparti; meglio forse il più coperto e classico 4-4-2 con il solito Alessi ad accollarsi tutto il peso dell’attacco reggiano a supporto dell’unica punta Rossi/De Cenco perchè ,sinceramente, non si sa ancora su chi dei due puntare. L’attacco è infatti un’altra della grandi incognite della Reggiana 2012/13: l’unico gol segnato nelle amichevoli che contano porta la firma di Paolo Rossi ed è un dato tutt’altro che confortante. La squadra, oltre che a segnare, fa fatica a creare pericoli nei pressi della porta avversaria e non può essere solo colpa del centrocampo che non costruisce ma anche della poca lucidità dei suoi attaccanti. Rossi non è uomo da 15-20 gol a stagione e De Cenco rappresenta più di un’incognita così come i giovani Marcheggiani, Ferrara e Berni che dalla loro hanno vivacità e freschezza ma peccano di esperienza e personalità. Toccherà al Lumezzane testare per primo il polso a questa Reggiana che assomiglia sempre più ad un cantiere ancora in piena apertura.

Gianluca Ferrari

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