HomeAttualitàDel Bue risponde a Squinzi: giù le mani dallo stadio

Del Bue risponde a Squinzi: giù le mani dallo stadio

Mauro Del Bue

Mauro Del Bue

“La vendita dello stadio Città del Tricolore è un’ipotesi che non sta né in cielo né in terra”. L’assessore allo Sport del Comune di Reggio Mauro Del Bue non ha mandato giù le dichiarazioni del presidente del Sassuolo Calcio Carlo Rossi che lunedì ai microfoni di “Radio Anch’io – Sport” ha rivelato l’interesse del patron Giorgio Squinzi per lo stadio.

“A Sassuolo – ha detto Rossi – è impensabile costruire uno stadio. In una città di 41mila abitanti sarebbe una cattedrale nel deserto. Negli ultimi 5 anni siamo stati ospitati a Modena, anche se recentemente è sorto qualche problema con i tifosi e la società locale. Non abbiamo deciso nulla, faremo il punto per decidere se giocare la Serie A a Modena o a Reggio Emilia. Pare che lo stadio di Reggio Emilia sia in vendita, è in mano al curatore fallimentare. Non è escluso che il dottor Squinzi possa fare un investimento per dotarsi di uno stadio di proprietà. Basterebbero 3 milioni di euro? Forse qualcosa in più…”. “Lo stadio sarebbe a soli 21-22 km da Sassuolo”, ha aggiunto Rossi, chiarendo che per ora l’acquisto è “solo un’ipotesi”.

Giorgio Squinzi

Giorgio Squinzi

Parole quelle di Rossi che non sono piaciute all’assessore allo sport. Perché è vero che Squinzi potrebbe acquistare il Città del Tricolore, che è nelle mani del curatore fallimentare dal 2005, anno del crac della società granata, ma secondo Del Bue si tratterebbe di un vero e proprio sgarbo nei confronti della città. E ci sono pochi dubbi sul fatto che l’assessore ribadirà il concetto al sindaco di Sassuolo Luca Caselli con il quale è in programma un pranzo di lavoro.

“Siamo ben lieti di ospitare il Sassuolo, che riporta la serie A a Reggio e un indotto importante. – ha detto Del Bue – E’ un obiettivo al quale abbiamo lavorato con pazienza e determinazione: il Sassuolo giocherà a Reggio con il pieno accordo della Reggiana e del Comune. Ma l’idea che lo stadio possa essere venduto non sta né in cielo né in terra”. E se è vero che Squinzi ha la facoltà di trattare con il curatore fallimentare, le condizioni politiche potrebbero diventare sfavorevoli. Il patron è avvisato.

 

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