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Questa Trenkwalder non si ferma più: travolta la Prima Veroli

Gianluca Ferrari

La Trenkwalder non si ferma più. Dopo le vittorie su Verona e Brescia, i biancorossi di coach Menetti superano al Palabigi la corazzata giallorossa della Prima Veroli grazie ad un’altra grandissima prova di squadra. La gara si preannuncia come la sfida tra la coppia Usa Taylor-Robinson e i temibili lunghi Brkic e Lee e nessuno dei quattro delude le aspettative. Alla fine però sarà la prova delle difese a decidere l’incontro.

Robinson prende subito i suoi per mano, trascinando la Trenk al + 7 al termine di un primo quarto equilibrato e giocato pallone su pallone fino all’allungo finale degli uomini di Max Menetti, che vanno per la seconda volta consecutiva sopra i 20 punti nei primi 10 minuti di gioco. Cervi è un muro in difesa mentre Filloy si mostra all’altezza di sostituire Robinson come leader del quintetto quando Dawan è seduto in panchina. All’inizio del secondo quarto i biancorossi si portano subito avanti sul massimo vantaggio (+12) ma subiscono, immediato, il ritorno di Veroli lanciato dalla stella Brkic, che quando prende il tiro non sbaglia un colpo. Frassineti si trasforma però in cecchino e mette 3 bombe di fila che riportano al largo Reggio Emilia, ora al nuovo massimo vantaggio sul 42-29.

La Trenkwalder difende con ordine e gestisce il vantaggio fino al fischio di metà gara grazie ad un brillante Robinson ed uno straripante Frassineti, autore di 16 punti a metà gara. Dall’altra parte Brkic non trova la continuità giusta ed è Lee che prova a tenere a galla gli ospiti che chiudono comunque il secondo quarto sotto 39-51.  Fuori dalla partita Taylor.  La ripresa si apre con gli ospiti decisi a rimettere in piedi la partita, puntando ancora sulla seratona di Lee che riesce a portare di nuovo sotto i giallorossi, che accorciano sul -6 alla fine del terzo tempo.

Per la Trenkwalder, che sembra essersi fermata un attimo a rifiatare, solo 12 punti in questo penultimo quarto a fronte dei 18 segnati dagli ospiti che di fatto dimezzano lo svantaggio. L’ultimo quarto si fa più decisivo che mai. Veroli continua a non sbagliare più sotto canestro e Reggio deve ringraziare il risveglio di Taylor che tiene a distanza di sicurezza gli avversari. Il finale è comunque tutto in volata. La Trenkwalder va in difficoltà nel momento più importante della gara ma trova l’ossigeno giusto dai suoi uomini migliori. Con la Prima tornata al minimo svantaggio sul -4, Filloy infila una bomba da tre mentre Robinson trova canestro e fallo. Taylor va a stoppare Brkic e Reggio vola a +11 ad 1’50” dal termine della partita. Gli ospiti perdono coraggio e Frassineti si prende il lusso di segnare la quinta tripla personale mettendo i titoli di coda alla gara. Il finale dice Trenk 85 Prima Veroli 73. Robinson (19 punti) vince la sfida con Lee (fermo a 17) ma sono Filloy e Frassineti ad essere decisivi con i loro 18 e 19 punti. Taylor si ferma a quota 11 ma è decisivo il suo contributo nell’ultimo quarto. Ancora all’asciutto le giovani leve Pini, Viglianisi e Germani, non utilizzati da Menetti.

Chi ben comincia è a metà dell’opera. Sembra essere questo il proverbio che più identifica l’inizio di stagione di questa Pallacanestro Reggiana. Quattro partite giocate e quattro vittorie conquistate, meglio di così non si poteva cominciare. Menetti ha nelle mani una squadra che non si sente inferiore a nessuno e riesce a mantenere la testa anche nei momenti più difficili, a differenza dell’anno scorso, in cui la freddezza non era certamente il punto più forte. Anche oggi i biancorossi hanno condotto per tutta la gara, subendo il solito sbandamento sul finire dell’ultimo quarto ma rispondendo ancora una volta con gli attributi. Filloy e Taylor sono due innesti di assoluto valore che completano una rosa di primissimo piano, al quale manca, però, il contributo dei talenti più giovani. Arriverà, comunque, anche il loro momento. Per il momento Reggio si coccola questa bellissima Trenkwalder, chiamata a confermarsi già martedì nella gara di andata dei quarti di finale di Coppa Italia, quando al Palabigi sarà di scena la temibilissima Givova Scafati. Reggio Emilia, però, può avere paura solo di se stessa.

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