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Ségolène, il tradimento corre su Twitter

Sara Di Antonio

È sempre il traditore a essere tradito dal tradimento. Scomoda Victor Hugo Ségolène Royal, socialista sconfitta alle elezioni legislative francesi. Ex compagna – poiché Monsieur le President di sposarsi non ne volle mai sapere – e madre dei quattro figli di François Hollande, questa volta Ségolène non ce l’ha fatta. La Francia pare destinata a ospitare sempre storie di dame, che corredano gli uomini di potere della République: accadde anche a Sarkò, il quale iniziò il suo mandato con l’indimenticabile (e indimenticata, chissà) Cecilia, e proseguì con la premiere dame de noantri, Carla Bruni.

Ma la vicenda di Ségolène scuote e smuove il cuore di tutte noi: umiliata pubblicamente dalla nuova compagna di Hollande, Valerie Trierweiler, la quale affida a un velenoso tweet la malizia del suo pensiero, che consiste nell’appoggiare lo sfidante di Segolene: Courage à Olivier Falorni qui n’a pas démérité, qui se bat aux côtés des Rochelais depuis tant d’années dans un engagement désintéressé. La first lady ha risposto piccata quando più di uno le ha fatto notare la mancanza di stile: Certains aimeraient que je réagisse moins sur ce réseau social, mais tout le monde respecte ma liberté. J’ai du caractère, on ne peut pas me brider.

Non potendola dunque imbavagliare –e non è dato di sapere ciò che pensi della vicenda Monsieur Hollande – la personalità libera ha contribuito, complice un forte astensionismo e il destino politico di Royal in fase discendente, a sancire la vittoria dell’altro. Ed è estremamente significativo da un punto di vista comunicativo e del linguaggio, che ancora una volta, nel dibattito, tornino delle parole che esulano dalla politica ma che rimandano ad altri settori, più privati: “È il risultato di un tradimento politico”, commenta la perdente Royal, dopo avere accusato il colpo, già definito durissimo a causa di quel tweet, nei giorni precedenti.

Non è casuale che affidi un messaggio doppio a colui che l’ha tradita anche umanamente – poiché sono innumerevoli le voci di coloro che davano per già iniziata la storia tra Valerie e Hollande nel 2007, prima che lui e Ségolène troncassero. E la donna (e la donna in politica) sconfitta esce di scena, come una Medea tradita, con quella che più che una massima sembra un augurio: è il traditore a essere infine tradito dal tradimento.

Chissà: a noi le donne tradite sono sempre state simpatiche, e dunque siamo di parte. Alle donne “di carattere”, le quali combattono con il fantasma dell’ex, e a Monsieur Hollande, liberato finalmente dalla sua fastidiosa ex, auguriamo di far proprio il consiglio del giornalista Gattegno del giornale Le Point: “Ecco dunque la prima decisione da uomo di stato che si impone a Hollande: dire alla sua compagna di tacere. Definitivamente”.

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