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Tempo dell’attesa, pittura dell’assoluto

Samuele Carini

A Remo Tamagnini (1911-1983), uno degli artisti reggiani più conosciuti e apprezzati del secolo scorso, viene dedicata, nel centenario della nascita, una vasta mostra antologica (circa 120 le opere esposte), curata da Sandro Parmiggiani nelle due sedi di Palazzo Casotti (Piazza Casotti) e del Liceo Artistico Statale Gaetano Chierici (Via Nobili, 1). L’esposizione nasce per l’iniziativa della famiglia e di un gruppo di amici dell’artista, fatta propria dal Comune di Reggio Emilia, dal Liceo Artistico Statale Gaetano Chierici e dall’Associazione Amici del Chierici.

L’inaugurazione è sabato 12 novembre, alle ore 17, in Palazzo Casotti, e alle ore 18.30 nella sede del Liceo Artistico Statale Gaetano Chierici.

Il titolo della retrospettiva, “Remo Tamagnini. Tempo dell’attesa, pittura dell’assoluto”, riprende il titolo del testo in catalogo di Parmiggiani, secondo il quale nella maturità l’artista “approda, soprattutto nei ritratti, a una figurazione essenziale e intensamente emotiva: figure colte nell’abbandono, quasi dimentiche di sé, sedute, intente a leggere o a dipingere, o sdraiate, immerse, anche grazie alla fluidità dei toni, dentro un tempo dell’attesa che pare essersi arrestato o che pare trascinarle nel suo lento procedere. Tamagnini esalta così le sue da sempre riconosciute capacità di ritrattista abilissimo, capace di cogliere in ogni persona, a qualsiasi età della vita appartenga, un carattere pensoso e riflessivo, specchio dei sentimenti dell’artista, e di farne al contempo un archetipo di come la pittura possa, quasi annullando la forma, sublimare un corpo e un volto, tendere all’assoluto”.

La mostra presenta una cospicua selezione di opere ad olio su tela e su tavola, oltre ad alcuni disegni, esposti al Liceo Artistico Statale Gaetano Chierici: figure, ritratti, paesaggi e nature morte che ripercorrono cinquant’anni di ricerca, dalle opere giovanili alla figurazione essenziale della maturità, fino agli ultimi dipinti, nei quali l’artista opera, come scrive Parmiggiani, “una semplificazione estrema che tutto scioglie e riduce a eco tonale, a cassa di risonanza emotiva”.

L’esposizione resterà aperta fino all’11 dicembre 2011, e potrà essere visitata nei seguenti orari: dal martedì al venerdì, 16.00-18.30; il sabato e la domenica, 10.00-12.30 e 16.00-18.30. Giovedì 24 novembre e giovedì 8 dicembre la mostra osserverà i seguenti orari: 10.00-12.30 e 16.00-18.30 nella sola sede di Palazzo Casotti. Nei giorni festivi, la sede del Liceo Artistico Statale Gaetano Chierici rimarrà chiusa. L’ingresso è gratuito. Domenica 20 novembre e giovedì 8 dicembre, alle ore 17.00, nella sede di Palazzo Casotti, si terranno visite guidate gratuite condotte da Sandro Parmiggiani.

Catalogo a cura di Sandro Parmiggiani, con testi di Alfredo Gianolio, Sandro Parmiggiani, Maria Grazia Diana, Laura Margherita Alfieri, Dante Battaglia, Renzo Tamagnini.

Per informazioni: 0522 556361 – 435630; :tamagnini.pl@gmail.com

Remo Tamagnini nasce nel 1911 a Reggio Emilia, dove vive e lavora fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1983. Dopo avere frequentato la Regia Scuola di disegno per operai Gaetano Chierici e la Scuola Libera del Nudo, è costretto a partire per l’Africa, dove si sta combattendo la Guerra d’Eritrea. Tornato a Reggio Emilia, partecipa a diversi concorsi ed esposizioni collettive insieme a Carlo Bazzani, Gino Gandini, Lanfranco Scorticati, Giannino Tamagnini e altri pittori reggiani dell’epoca. Nel 1940 apre il suo primo studio. Risale al 1968 la breve ma intensa esperienza di Atelier-Beta, una Scuola di nudo e figura dal vero aperta insieme al più giovane Luciano Bertoli. Remo Tamagnini non tiene, anche per propria scelta, mostre personali in vita. Ad un anno dalla scomparsa, nel 1984, il Comune di Reggio Emilia gli rende omaggio con una mostra antologica nella Sala del Capitano del Popolo.

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