Homeslider“Tecnopolo operativo nel 2013”

“Tecnopolo operativo nel 2013”

Un investimento di 5,5 milioni di euro, 3500 metri quadrati di area, l’ambizione di trasformare il Caoannone 19 dell’area Reggiane, come ha detto il sindaco Delrio, nel “cuore” del futuro Parco dell’innovazione, della conoscenza e della creatività insieme con il Centro internazionale Loris Malaguzzi. La conclusione dei lavori è prevista nella primavera 2013, ma la sfida sarà solo all’inizio. Il capannone ospiterà sedi di laboratori dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e Crpa Lab, quale centro per la ricerca applicata e il trasferimento tecnologico alle imprese con una struttura per l’erogazione di servizi comuni (il Portale della Rete) gestito da Reggio Emilia Innovazione (Rei).

Il sindaco Delrio, l’assessore ai Progetti speciali Mimmo Spadoni e il progettista e direttore dei lavori architetto Andrea Oliva hanno svolto un sopralluogo al cantiere del Tecnopolo con i tecnici della ditta Reale Mario srl di Rovigo, esecutrice dei lavori, e la stampa. “Si procede nei tempi previsti – ha detto il sindaco Delrio – La struttura del Tecnopolo potrà essere operativa nel 2013. Riteniamo che, dopo il vicino Centro internazionale dell’infanzia, questa sia la prima pietra per una conquista sull’area Reggiane di quella Economia della conoscenza che è il presente e il futuro di Reggio. Sappiamo che le imprese hanno già dato la loro disponibilità per nuovi insediamenti, per insediare nell’area Reggiane i loro centri di ricerca. E’ una prospettiva importante, che potrebbe cambiare, anche in questa fase di crisi, il corso della nostra economia”.

“Questa struttura è la prima estensione del Parco della conoscenza, che già vede la realizzazione e il completamento del Centro internazionale Malaguzzi – ha spiegato l’assessore Spadoni – A questo punto del cantiere, si possono vedere la struttura storica, che è stata restaurata sia nelle parti metalliche sia nella pulitura delle murature, oltre ai primi impianti installati per il funzionamento dei laboratori. Dalla prossima settimana si procede con l’installazione della copertura, per arrivare alla fine del cantiere, prevista tra marzo e aprile 2013”.

“La struttura – ha aggiunto l’assessore – rimane integra, si tratta sotto questo aspetto di un restauro conservativo. All’interno verranno poi montati gli elementi in legno, che formeranno i vari ambienti su tre livelli: una parte aperta sul modello di una piazza e una parte riservata a laboratori e uffici dei ricercatori del progetto Tecnopolo, che si trasferiranno qui a lavori conclusi. Attualmente essi sono all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e stanno producendo importanti risultati: il progetto Tecnopolo infatti sul piano della ricerca è già in corso”.

Attiguo al Capannone 19, primo ad essere stato ceduto, si trova il Capannone 18, di circa 7.500 metri quadrati. “Come è stato detto nel corso della recente restituzione dei Gruppi di progetto nell’ambito del Masterplan sull’Area Nord – ha ricordato l’assessore Spadoni – si sta ora lavorando per la cessione anticipata o l’acquisto del Capannone 18, dove potranno trovare spazio altri centri di ricerca sulle Energie rinnovabili da parte di Iren e di società ed imprese che hanno spiegato in quegli incontri di volersi trasferire al Capannone 18, per rafforzare un polo di ricerca reggiano per l’industria. Si materializza così l’idea di un modello di sviluppo che, se rinuncia a essere competitivo, a ricercare ed essere innovativo, in una crisi come quella attuale riduce le proprie possibilità”.

Lo stato dei lavori è stato illustrato dall’architetto Oliva: “Sono stati realizzati le platee (piastre, ndr) di fondazione con le intercapedini per il passaggio della complessa rete impiantistica, e le platee di pavimentazione, il restauro della grande struttura metallica e delle parti murarie, oltre alla rimozione, a inizio lavori, della vecchia copertura. Sono state realizzate inoltre le sottostrutture laterali, dette casematte, che servono ad adempiere alle funzioni tecnologiche. Ora ci accingiamo a realizzare la nuova copertura e tutto quanto riguarda l’illuminazione naturale. Dopo di che, verranno installati tutti i sistemi di separazione degli spazi, con blocchi autoportanti, in legno”.

“Quel che ci si aspettava anche dal punto di vista della teatralità dello spazio e della qualità dei manufatti – ha concluso l’architetto Oliva – sta rispondendo alle aspettative. I tempi sono rispettati e saremo in grado di consegnare i lavori la primavera prossima”.

Nessun commento

Siamo spiacenti, il modulo di commento è chiuso in questo momento.