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Studentesse digitali

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Paola Ligabue parla alle ragazze del bus

Si chiama “Ragazze digitali“ ed è un progetto dedicato alle studentesse del terzo e quarto anno di tutte le scuole superiori, invitate a partecipare a un summer camp organizzato dall’università e finalizzato a far emergere la creatività digitale di ognuna di loro. Tra gli enti promotori del laboratorio – completamente gratuito e patrocinato dal Ministero dell’Istruzione, dalla Regione Emilia Romagna e dal Comune di Reggio – ci sono UniMore e il Comune di Modena; in prima linea c’è anche l’associazione internazionale EWMD, impegnata nella valorizzazione del talento delle donne nelle professioni a tutti i livelli, a cominciare dalle più giovani. 

Prova ne sia l’ingresso di EWMD negli istituti scolastici della città e della provincia, attraverso una serie di incontri di presentazione delle opportunità offerte dalla quarta edizione di “Ragazze digitali“, che quest’anno si svolgerà dal 12 giugno al 7 luglio negli spazi del Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari, a Modena. Buona, la risposta delle scuole: al Bus di Reggio Emilia tante studentesse hanno ascoltato con interesse e curiosità Paola Ligabue, socia fondatrice di EWMD, e l’ingegnere informatico Simona Cultrera, che – invitate dalla docente di chimica al liceo delle scienze applicate Paola Semeghini – hanno illustrato le caratteristiche di questo summer camp di informatica al femminile.

Il laboratorio è il primo in Italia dedicato alle sole ragazze: si tratta di un percorso formativo volto a sviluppare applicazioni di gioco interattive, compresi audio e grafica, con approfondimenti su social networks, sicurezza e web publishing. Il progetto, al pari di gran parte dell’attività dell’European women’s management development (EWMD), punta a superare il divario digitale di genere promuovendo il ruolo attivo delle donne negli ambiti lavorativi legati alle nuove tecnologie, ai servizi e alle applicazioni informatiche. Oggi la loro presenza è scarsa, nonostante il settore offra ampie prospettive di lavoro in Italia e all’estero.

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L’ingegnere Cultrera con le studentesse

“Nel 2020 si creeranno all’incirca 900mila posti di lavoro in informatica e nel digitale ma non ci saranno le persone preparate per andare ad occuparli. In Europa soltanto il 3% delle studentesse ha una laurea nel campo dell’ICT: di queste, finirà a lavorare davvero nel settore solo lo 0,4%. Su cento sviluppatori di software, le donne sono unicamente nove“, ha evidenziato Paola Ligabue, offrendo alle giovani più di uno spunto di riflessione. “Considerate un’opportunità il summer camp “Ragazze Digitali“: non intendiamo condizionare le vostre scelte future, ma noi di EWMD siamo convinte che se vi avvicinerete a Ingegneria Informatica ne trarrete quantomeno la consapevolezza di poter riuscire in qualsiasi cosa. Sarà una prima esperienza importante nel mondo universitario: capirete di potercela fare, e che questa materia non è riservata agli uomini“.

La Ligabue ha voluto ricordare Hajar, una ragazza marocchina che ha partecipato con entusiasmo all’edizione 2014 di “Ragazze Digitali“, scomparsa prematuramente a seguito di un incidente. Una perdita che ha toccato profondamente chi l’ha conosciuta, e che ha spinto l’associazione a indire un premio in sua memoria: l’istituto che “manderà“ più studentesse al campus riceverà un contributo economico per l’acquisto di materiale scolastico. L’anno scorso è risultato vincitore l’Itis Fermi di Modena.

“L’informatica è una materia poliedrica che può essere applicata ovunque. Contiene molta immaginazione e non è prerogativa maschile. Studiatela, puntate in alto, non fermatevi: con l’impegno arriverete dove vorrete“, ha ribadito Simona Cultrera. Alle spalle un percorso che vale da esempio: gli studi al liceo scientico, la laurea in Ingegneria informatica e subito dopo numerose esperienze lavorative: da progettista di software in ambito metalmeccanico a project manager nell’ufficio acquisti di un’importante multinazionale, dove applica il background informatico per seguire e gestire progetti di riduzione dei costi aziendali.

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