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Piccolo dizionario della crisi

Roberto Fieschi

Questa volta riporterò l’estratto di alcune note che ho ricevuto dal mio amico Piero Basso, perché mi sembrano chiare e interessanti.

Agenzie di rating

Sono quelle che “certificano” lo stato di salute dei debitori, siano essi imprese o governi, assegnando un “rating”, un voto, da AAA a scendere. Un po’ come le stelle Michelin, solo che le conseguenze sono molto più pesanti: se il tuo voto è basso, farai fatica ad ottenere crediti, e pagherai dei tassi più alti. Le più grandi, tutte americane, sono Standard & Poor’s, Moody’s, Fitch. Più di una volta le agenzie si sono sbagliate, non vedendo arrivare la bufera (Argentina, mutui “subprime”, Lehman Brothers) e sono da più parti sospettate di conflitto di interessi per la loro vicinanza ai fondi di investimento.

Auditing

Indica l’azione di revisione dei conti. La richiesta di un auditing del debito pubblico italiano è diventata la parola d’ordine di tutti coloro che sono disponibili a pagare un debito legittimo, ma non a sopportare sacrifici per “debiti” causati dall’ingordigia delle banche o da veri e propri furti.  Occorre capire quale parte del debito è stata utilizzata per il bene comune, e quale è dovuta a frode, ruberie, corruzione, sprechi, opere inutili o dannose, arricchimenti e regalie a caste, banche, imprese.

Default

Il mio vocabolario elenca queste parole italiane come traduzione di “default”: mancanza, difetto, omissione, contumacia, e, solo in fondo, inadempienza nei pagamenti. In Italia l’uso del termine default col significato di “insolvenza” è relativamente recente. Negli Stati Uniti, alla vigilia del temuto default , da alcune parti si è sostenuto che il default si verifica solo quando il governo sospende il pagamento degli interessi sul debito, non quando sospende qualunque altro tipo di pagamento (stipendi, pensioni, sussidi ai disoccupati, fornitori, contrattisti militari, eccetera).

Evasione

Secondo il Sole 24 Ore il 42% delle barche di lusso appartiene a contribuenti con meno di 20 mila euro di imponibile annuo. Sono queste notiziole che indignano tutti noi.  Secondo il sito dell’associazione contribuenti italiani l’evasione supererebbe i 170 miliardi di euro, attribuibili a lavoro nero, economia criminale, lavoro autonomo non fatturato, falsificazione di bilanci (la famosa “finanza creativa”), trasferimento dei guadagni a succursali estere.

Un dato un po’ inferiore, ma ufficiale, è quello di 120 miliardi indicato da Attilio Befera, direttore dell’Agenzia delle entrate.

Nella stessa intervista il direttore dell’Agenzia dichiara che verrà messo il massimo impegno nel contrastare l’evasione fiscale. Gli strumenti ci sono tutti: dagli studi di settore all’accesso ai conti correnti all’informazione in tempo reale della chiusura di aziende (che magari poi rinascono con un altro nome, lasciandosi alle spalle una scia di debiti verso privati e verso il fisco).

Punti base

Un nuovo termine, questa volta in italiano, è entrato da qualche mese nel linguaggio dei giornali e dei telegiornali: “punti base”, o semplicemente “punti”;  il “punto base” è l’un per cento dell’un per cento (o, se preferite, è pari a 1/10.000). Quindi, quando ci dicono che “lo spread dei BTP decennali rispetto ai bond tedeschi è pari a 400 punti base”, vuol dire che noi paghiamo un interesse del 4% superiore ai Tedeschi (se loro pagano, per esempio, il 2%, noi paghiamo il 6%).

Spread

Oggi è usato per indicare la differenza tra il tasso che paga la banca e quello che paga il cliente (per esempio: Euribor + 2%), ovvero la differenza tra i tassi dei buoni del tesoro tedeschi, i più “sicuri” e quindi i meno costosi in Europa, e i nostri. Quest’ultima differenza è misurata in “punti base”, che sono un centesimo di 1%.

Sprechi:

Ne ricordo disordinatamente alcuni.

Cacciabombardieri F35/JSV: prevista una spesa di 16 miliardi in quindici anni; non si vede che necessità ne abbiamo visto che le guerre le facciamo sì, in spregio alla Costituzione, ma andiamo a farle contro paesi (Jugoslavia, Irak, Afghanistan, Libia) che non sono certo delle potenze militari.

Frequenze: la scelta del governo Berlusconi di regalare le frequenze televisive agli operatori attuali anziché metterle sul mercato come si fa ovunque; dalla vendita delle frequenze televisive la Germania ricava 4,4 miliardi di euro annui, gli Stati Uniti 20 miliardi di dollari

Maddalena: i lavori alla Maddalena per ospitare il G8, poi frettolosamente trasferito all’Aquila per consentire le passerelle di Berlusconi, sono costati 327 milioni, con appalti affidati senza concorso agli amici di Bertolaso. Il sito sardo è abbandonato nel più completo degrado.

Ponte sullo Stretto: 270 milioni già spesi per studi, comitati, commissioni, consigli di amministrazione, consulenze. Rischio di penali in caso di rinuncia definitiva.

PS: ne potete aggiungere molti altri.

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