HomesliderDove si ferma la scienza

Dove si ferma la scienza

Roberto Fieschi

Di cosa la fisica – e le altre scienze – non si occupa? Di etica, del bene e del male, dei sentimenti, dell’amore e dell’odio, della religione e dell’anima, del significato della vita, della sociologia e della politica, insomma, di tutte le cose importanti nella nostra vita di individui e di esseri sociali. Questi confini sono ben esemplificati nel pensiero di alcuni grandi.

Galileo Galilei (Pisa, 1564 – Arcetri, 1642). Nella lettera a Cristina di Lorena scrive: “L’intenzione dello Spirito Santo essere d’ insegnarci come si vadia  in cielo, e non come vadia il cielo.” Come è il cielo lo sanno gli scienziati.

Bertrand Russell (Trellech, 1872 – Penrhyndeudraeth, 1970) si è espresso lucidamente sui fini e i limiti della scienza: “Non si richiede al fisico o al chimico di provare l’importanza etica degli atomi, non ci si aspetta che il biologo dimostri l’utilità pratica degli animali o delle piante che studia. Nelle età prescientifiche non era così. Per esempio si studiava l’astronomia perché l’uomo credeva in essa: si pensava che il movimento dei pianeti avesse un influsso molto diretto e importante sulla vita degli esseri umani. La fisica, come appare nel Timeo di Platone, è piena di nozioni etiche; è parte essenziale dei suoi propositi dimostrare che la terra è degna di ammirazione. Il fisico moderno, sebbene non intenda negare che la Terra è degna di ammirazione, non è preoccupato dei suoi tributi etici: è preoccupato semplicemente di scoprire i fatti, non di esaminare se sono buoni o cattivi”.

Hannah Arendt (Linden, 1906-New York, 1975): “(per lo scienziato) l’uomo non è che un caso particolare di vita organica e l’habitat dell’uomo – la terra e le leggi terrestri – non è che un particolare caso limite di leggi universali assolute, cioè di leggi che governano l’immensità dell’universo. Certo, lo scienziato non può permettersi di porre la questione: Quali conseguenze avrà il risultato delle mie indagini sulla statura dell’uomo o sul suo futuro?. E’ stata la gloria della scienza moderna l’essere stata capace di affrancarsi completamente da tali preoccupazioni antropocentriche, e cioè autenticamente umanistiche”?

“Tutte le risposte date in questo dibattito – vengano esse dai profani, dai filosofi o dagli scienziati – sono non scientifiche (anche se non antiscientifiche);  non si potrà mai dimostrare che esse sono vere o false.”

Ludwig Wittgenstein (Vienna, 1889-Cambridge, 1951): “Noi sentiamo che se pure tutte le domande della scienza ricevessero risposta, i problemi della nostra vita non sarebbero nemmeno sfiorati”.

Albert Einstein (Ulma, 1879 – Princeton 1955): “Dobbiamo guardarci dal sovrastimare la scienza e il metodo scientifico quando si tratta di problemi umani

Carl Friedrich Gauss (Braunschweig, 1777 –  Gottinga, 1855): “Ci sono problemi alla soluzione dei quali sarei disposto ad attribuire molto maggiore importanza che a quelli della matematica. Per esempio i problemi che toccano l’etica, la nostra relazione con Dio. Ma la loro soluzione sta completamente al di fuori di noi e completamente fuori dalla provincia della scienza. La scienza non si  occupa di queste cose.”

Qui ne riporto le citazioni, non perché mi debba appoggiare su un principio di autorità, che non ha spazio nella scienza, ma perché mi sembra che esprimano in modo chiaro e incisivo quanto penso. La scienza riguarda il modo razionale di esplorare il mondo, è la ricerca di spiegazioni causali naturali a fenomeni naturali, di dare ad esse una forma quantitativa con carattere predittivo: le leggi della natura. Norma di comportamento dello scienziato non è la ricerca del bene – di ciò che l’umanità considera il bene – ma la ricerca del possibile: ciò che è possibile conoscere, la scienza deve conoscerlo. Solo in questo senso la scienza è neutrale. In realtà, tuttavia, la scelta delle priorità non è del tutto neutra.

Valori etici intrinseci al metodo scientifico: fiducia nella ragione umana e coscienza dei suoi limiti, antidogmatismo e critica al principio di autorità, condivisione delle conquiste e rifiuto del segreto, particolare attenzione a diffondere solo dati controllati e riproducibili.

La forza della scienza è di non considerarsi immutabile, ma di mettersi continuamente in crisi e di essere disponibile al cambiamento. La scienza ha una sua sacralità. Il fatto che un fisico creda che esistono leggi della natura e persegua la conoscenza di queste leggi è una forma di fede, una forma di sacralità. Aggiungo che in molte occasioni la scienza, al di là dei suoi obiettivi conoscitivi, ha avuto una profonda influenza sulla nostra stessa concezione del mondo: Copernico e Galileo ci hanno insegnato che la Terra non sta al centro dell’Universo, a Darwin dobbiamo la scoperta che l’Uomo non è un miracolo della Creazione, ma il risultato dell’evoluzione della specie, guidata dalla sopravvivenza dei più adatti, la genetica ha tolto le basi alle teorie e alle pratiche del razzismo; e gli esempi potrebbero continuare.

Per riequilibrare le chiare posizioni sui limiti della scienza sopra riportate, aggiungo qualche altra citazione in positivo:

Sigmund  Freud (Freiberg, 1856 – Londra, 1939): Si rimprovera alla scienza di averci insegnato poco e di aver lasciato nell’oscurità incomparabilmente di più…Sarebbe un’illusione credere di poter trovare altrove ciò che essa non ci può dare … Possiamo dire che l’intelletto umano è senza forza a paragone della vita degli istinti. Ma c’è qualcosa di particolare in questa debolezza:la voce dell’intelletto è bassa, ma non tace finché non ha trovato ascolto.”

Bertold Brecht (Augusta, 1898 – Berlino, 1956): “Lo scopo principale della scienza non è di aprire la porta alla saggezza infinita, ma di porre un limite all’errore infinito”.

Mi paiono molto belle.

Ultimi commenti

  • professore ci spiega sta cosa del bosone di dio?cos’è??

    • Sto cercando anch’io di capirlo, devo parlare con il mio amico Pino che sa tutto.
      Una considerazione: il fatto che una previsione di cinquant’anni fa abbia avuto conferma sperimentale è un avallo fondamentale alla teoria basilare della fisica.

  • Professore ci dica cos’è sto benedetto bosone per favore.

    • Sto studiando il problema. Se ci capisco qualcosa, cercherò di spiegarlo. Ma è difficile per me, a maggior ragione parlare della fisica contemporanea alle persone normali che, probabilmente, non sanno nemmeno la differenza fra la meccanica clasica e quella relativitica: non è arroganza, è un fatto.

  • Il bosone e’ in qualche modo legato alla omosessualità maschile?