HomeSerie TVIl mistero di Sleepy Hollow”,
 quando il soprannaturale infrange la barriera della realtà.

Il mistero di Sleepy Hollow”,
 quando il soprannaturale infrange la barriera della realtà.

Il mistero di Sleepy Hollow”,
 quando il soprannaturale infrange la barriera della realtà.

Diretto da Tim Burton e scritto da Andrew Kevin Walker (sulla base di un soggetto di Kevin Yagher e dello stesso Walker), e liberamente ispirato al racconto La leggenda di Sleepy Hollow, contenuto nel romanzo Il libro degli schizzi dello scrittore americano Washington Irving (pubblicato tra il 1819 e il 1820), Il mistero di Sleepy Hollow (Sleepy Hollow, USA, 1999, di genere fantasy) è forse, tra le pellicole del film-maker che si possono considerare capolavori, il miglior film di Tim Burton, il punto più alto del suo percorso artistico. Si tratta infatti di una pellicola che presenta un’elevata ricercatezza stilistica in ogni sua componente, sia nei contenuti (per l’ottimo testo e per la valida recitazione di tutto il cast) sia nella forma (per le notevoli scenografie e per l’ottima fotografia), in cui si ritrovano molti temi, alcuni dei quali tipici delle storie del regista americano. Uscita nelle sale americane il 17 novembre 1999 e nelle sale italiane il 28 gennaio 2000, la pellicola è stata prodotta e distribuita da Paramount Pictures sul mercato americano e da Cecchi Gori sul mercato italiano.

Inoltre esiste anche la serie Sleepy Hollow, creata da Philip Iscove, da Alex Kurtzman, da Roberto Orci e da Len Wiseman e trasmessa sul network Fox per quattro stagioni dal 2013 al 2017. Si tratta di un adattamento in chiave moderna dello stesso racconto di Irving, una sorta di commistione tra i generi del poliziesco e del fantasy: è la storia di Ichabod Crane, in passato professore dell’Università di Oxford e arruolato come combattente nell’esercito del Generale George Washington, il quale viene ucciso in battaglia dal misterioso Cavaliere senza testa e si risveglia (a causa di un incantesimo) circa 250 anni dopo in una grotta nella fittizia città di Sleepy Hollow del presente, così come lo spaventoso Cavaliere. Fa dunque la conoscenza del detective Abigail “Abbie” Mills, in attesa di iniziare a lavorare per l’F.B.I., insieme alla quale e ad altri alleati cercherà di fronteggiare la minaccia soprannaturale del Cavaliere, desideroso di completare la propria opera. La serie ha avuto varie nomination a diversi premi (tra le quali una agli Emmy e due ai Saturn Award), ma senza vincerne nessuno.

Ambientata nel 1799, la storia narra di Ichabod Crane, un intelligente ma pavido detective di New York, convinto sostenitore delle idee progressiste e dei metodi scientifici nella risoluzione dei casi, all’epoca ancora poco diffusi. All’inizio della storia Crane viene inviato a Sleepy Hollow, un piccolo e cupo villaggio nella valle del fiume Hudson, per indagare su tre casi di omicidio piuttosto particolari. Infatti le vittime sono state decapitate, e secondo i cittadini, che si mostrano da subito spaventati e superstiziosi, il responsabile sarebbe un fantomatico Cavaliere senza testa, protagonista di una leggenda locale. Nonostante l’omertà generale di molti degli abitanti, non molto propensi a collaborare con il protagonista perché chiaramente terrorizzati e forse anche per mancanza di fiducia nei suoi metodi, egli inizia comunque a svolgere le proprie indagini servendosi di quelli che per l’epoca sono strumenti scientifici all’avanguardia.

E trova comunque due validi aiutanti in Katrina Van Tassel, l’affascinante figlia di Baltus Van Tassel, il borgomastro della città, dalla quale, ricambiato, si sente attratto, benchè non riesca ad ammetterlo (motivo per cui viene più volte osteggiato da Brom Van Brunt, uno spasimante della ragazza), e nel giovane Masbath, figlio di Jonathan Masbath, uno stalliere decapitato come le altre vittime, spinto dal desiderio di conoscere il responsabile della morte del padre. Proseguendo con le indagini, il detective arriverà effettivamente a vedere e a scontrarsi con un misterioso individuo senza testa che cavalca un inquietante destriero nero, il quale elimina uno dopo l’altro alcuni degli individui più noti e più influenti del villaggio, che sembrano essere in qualche modo legati tra loro da non chiari rapporti. Per questo Crane, di fronte all’emergere del soprannaturale, dovrà mettere in dubbio le proprie idee illuministe relative al dominio della scienza come unico elemento in grado di spiegare i misteri del mondo, e accettare che esista un elemento ultraterreno che sfugge al controllo della scienza, e che pertanto non può essere spiegato con certezza matematica, per arrivare finalmente alla verità.

L’elevato valore del film è dovuto innanzitutto all’eccellente sceneggiatura del talentuoso Andrew Kevin Walker (responsabile ad esempio anche dell’altrettanto ottima sceneggiatura di Seven, il film di genere noir di David Fincher del 1995, forse ad oggi il miglior film del regista americano), che descrive in modo realistico, con dialoghi sagaci tra venature horror (le efferate decapitazioni delle sue vittime da parte del cavaliere; l’incontro del protagonista con la strega nella foresta; la scoperta di alcuni dettagli macabri sui cadaveri e nella foresta) e sferzate di umorismo nero (il protagonista che ogni volta sviene alla vista del sangue o quando assiste ad un omicidio da parte del cavaliere; il resoconto finale del vero villain della storia mentre rivela il suo piano), i sordidi rapporti di affari (e non solo) tra alcuni degli abitanti più importanti della piccola città, mettendo in luce progressivamente, con una serie di colpi di scena, la cospirazione in atto, fino all’incredibile rivelazione della verità. Diversi i temi approfonditi, alcuni dei quali ricorrenti per Burton: il contrasto tra razionalità (rappresentata dal protagonista con le sue idee illuministe) e irrazionalità (costituita dagli abitanti di Sleepy Hollow e dalle loro credenze); l’evidente diversità del protagonista in confronto a tutti gli altri, unico scienziato (o “prototipo” di scienziato) che si avvale della scienza e della tecnologia, circondato da individui ignoranti e superstiziosi e per questo da lui stesso apertamente stigmatizzati; l’incomprensione e il latente ostracismo nei confronti del protagonista da parte della comunità; i dubbi emergenti riguardo alla sua fede scientifica di fronte all’irrompere del soprannaturale nella realtà; l’idea delle apparenze che ingannano, simboleggiata dal gioco di illusione ottica che Crane mostra a Katrina ed evidente in ogni dettaglio che viene rivelato nel corso della storia, e in particolare nella parte finale; il senso di colpa avvertito dal protagonista per non essere riuscito a salvare la madre dalla morte quando era un bambino (come è mostrato nei suoi sogni); la dicotomia “intelligenza/sentimento”, che si evidenzia nei dialoghi tra Crane e Katrina, quando la ragazza lo rimprovera di usare soltanto la mente e non il cuore nel suo lavoro e in particolare nei rapporti interpersonali.

Oltre a ciò la regia scorrevole e dinamica di Burton, a tratti calma (alternando primi piani del protagonista e totali dell’ambiente circostante, con o senza gli abitanti) nel mostrare usi e costumi dei cittadini, a tratti scattante (ricorrendo a veloci panoramiche da sinistra e da destra) nel seguire le improvvise apparizioni del Cavaliere senza testa, riesce perfettamente a rendere avvincente una storia già ampiamente meritevole. C’è poi un’enorme cura (come sempre nelle opere del film-maker) nelle scenografie di Rick Heinrichs e nella fotografia di Emmanuel Lubezki, che contribuiscono ad evocare un’atmosfera romantica e a tratti fiabesca e surreale. In particolare Lubezki mostra un uso significativo della fotografia. La maggior parte delle scene (soprattutto quelle degli ambienti esterni, all’interno del villaggio e nella foresta circostante) sono realizzate con una fotografia dai colori desaturati, tanto che alcune inquadrature sembrano girate in bianco e nero; mentre diverse scene degli ambienti interni (in particolare quelle dei sogni del protagonista e dei flashback del racconto del villain alla fine della storia) sono costruite con una fotografia dai colori vividi, non soltanto per differenziarle dalle altre ma anche per permettere di riconoscere distintamente i dettagli rivelatori di alcune vicende, i quali in precedenza erano stati intenzionalmente offuscati tanto allo sguardo del protagonista quanto a quello dello spettatore.

La storia contiene molteplici significati e offre diverse interpretazioni. L’interpretazione principale, di tipo filosofico, si fonda sull’opposizione tra reale e soprannaturale. È in questo senso la storia di un individuo che ha costruito la sua intera esistenza sulla certezza matematica di ciò che può vedere con i propri occhi e toccare con le proprie mani, considerando tutto il resto (cioè leggende, miti, credenze ecc.) come sciocche superstizioni riservate a persone che non sono in grado di comprendere la complessità dei fenomeni scientifici della realtà, e pertanto come elementi inesistenti. Quindi di fronte alla sconvolgente scoperta dell’esistenza di un’altra dimensione oltre a quella della realtà quotidiana, egli si vede costretto a modificare drasticamente la propria mentalità, le proprie convinzioni e in definitiva la propria vita. Un’altra interpretazione in chiave scientifica concerne invece la dicotomia “scienza/superstizione”. In questo senso si tratta della storia di un individuo, uno scienziato (o comunque un rappresentante del metodo scientifico) che si ritrova per motivi professionali in un contesto in cui prevalgono ignoranza e superstizione, dove egli deve cercare di imporre la propria visione scientifica e rigorosa della realtà a individui la cui visione si regge su grottesche credenze, e dove alla fine egli deve accettare una sorta di compromesso tra le due visioni della realtà, arrivando a rivalutare la propria e l’altrui prospettiva.

Esiste poi un’interpretazione di matrice sociologica, relativa alla diversità del protagonista. In un contesto popolato da persone ignoranti e superstiziose, egli è consapevole della propria diversità (così come è convinto della propria superiorità) intellettuale, e non perde occasione per evidenziarlo con chiunque gli stia attorno, motivo per cui egli viene più volte osteggiato o comunque guardato con diffidenza mentre è all’opera. Il detective dovrà allora riuscire a portare a termine la propria indagine, nonostante tutte le difficoltà derivanti anche dal modo in cui è percepito da tutti gli altri. C’è infine un’interpretazione romantica della storia, riguardante il contrasto tra intelligenza e sentimento. Il protagonista, da sempre abituato per la sua professione ad utilizzare la mente e il ragionamento deduttivo, si scopre del tutto impreparato ad affrontare una situazione completamente diversa, non riuscendo nemmeno ad ammettere ciò che prova per la ragazza di cui è innamorato, nonostante i segnali che lei gli mostra. Egli capisce dunque che in un tale contesto il cervello è paradossalmente un handicap, motivo per cui dovrebbe metterlo da parte per seguire il proprio cuore. Il film ha vinto un Oscar per la migliore scenografia, due BAFTA (l’Oscar inglese), due Saturn Award e numerosi altri premi, oltre ad avere molte nomination per diversi premi.

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