Woody Allen e gli alieni di Independence Day 2

CaféCafé Society

Regìa: Woody Allen

Top star: Steve Carrell

USA 2016

Allen è uno degli ultimi grandi miti del Bar De Curtis, quando esce un suo film si va a vederlo, sulla fiducia, anche se la trama non ispira più di tanto, anche se il clan dei nostalgici del Woody vecchia maniera sono la maggioranza.

Allen è Allen, sempre uguale e sempre diverso, inconfondibile nel suo modo di raccontare, rassicurante nei suoi tratti distintivi. Pure se decide di spiazzare con una fotografia insolitamente solare e satura, come in questo caso, comunque ti propone la colonna sonora jazz, uno degli immancabili marchi di fabbrica assieme alle pillole filosofiche, di cui infatti pure “Café Society” è disseminato: “Vivi ogni giorno come fosse l’ultimo…e un giorno ci azzeccherai”, oppure “La vita è una commedia scritta da un sadico che fa il commediografo”. Ancora: “Prima un omicida, poi mi diventa cristiano… Non so quale delle due è peggio”, “”E’ un peccato che la religione ebraica non abbia un aldilà. Sai quanti più clienti avrebbero?”.

Filmone quindi? No, film normale. Sarà che ci aspettavamo tantissimo da Steve Carrell, che invece non riesce a rubare la scena, sarà che la storia raccontata è una normale love-story, per quanto ostacolata dagli eventi, con tanto di finale mieloso che più mieloso non si può, ma il risultato è una sufficienza stiracchiata. E noi da Woody Allen ci aspettiamo molto di più. Si sa, quando giri un film all’anno non è facile avere sempre qualcosa di interessante da dire, così come non è semplice per noi spettatori da bar, capire il giudizio del nostro sito internet di riferimento, MyMovies: “Il trionfo dell’immagine autosufficiente in una commedia figurativamente audace, dove riemerge lo splendore di Lubitsch”. Eh?

***

indipendenceIndependence Day-Rigenerazione

Titolo orig.: Indipendence Day-Resurgence

Regìa: Roland Emmerich

Top star: Bill Pullman, Jeff Goldblum

USA 2016

Passano gli anni, i popoli si uniscono – mettendo da parte differenze sociali e religiose – per contrastare la minaccia aliena, ma alla fine a salvare il mondo e a sacrificarsi sono sempre gli statunitensi. Ma poi questa razza aliena tecnologicamente avanti anni luce che (ri)tenta di invadere la Terra…ne vogliamo parlare? Cioè, tocchi la regina madre e le super iper navicelle spaziali collassano su se stesse come un castello di carte?

Nota a margine sull’operazione di marketing legata al lancio del film: nella locandina americana gli alieni distruggono la Statua della Libertà, nella versione francese la Torre Eiffel, in quella italiana il Colosseo e così via. C’è poco da fare, come parac..i gli statunitensi sono imbattibili, proprio come sul grande schermo.

***

The Boy

Regìa: William Brent Bell

Top star: nessuno

USA 2016

Quentin Tarantino si era arrabbiato per la trama dell’horror “It Follows”, ma evidentemente deve essergli sfuggito “The Boy”, perché qui il regista butta letteralmente a mare ciò che lui stesso ben costruisce. Il mix è perfetto: bambino, bambola, baby sitter bona e sola, casa gigante vuota. Ok, siamo nella nuova frontiera dell’horror (purtroppo) e i morti ammazzati scarseggiano paurosamente, ma la tensione non manca, grazie soprattutto a una storia solida, che non necessita infatti di attori famosi, e ad inquadrature in cerca costante di movimenti…che non arrivano mai. Di possibili finali ce ne sarebbero almeno quattro: è il ragazzo delle consegne? Sono i genitori? E’ l’ex fidanzato? E’ lei che è matta? Invece la soluzione rimane alla larga dal colpo di scena e porta in dote una domanda senza risposta: accettano il fatto che in quella casa ci sia un fantasma e stanno lì? Non chiamano un esorcista, un prete, un esperto dell’occulto, un televenditore?

Ah, che occasione sprecata…

***

La coppia dei campioni

Regìa: Giulio Base

Top star de noantri: Massimo Boldi, Max Tortora

Italia 2016

Mortacci nostri che ancora annamo a vede ‘sti film. Il milanese e il romano, il ricco e il povero, il cafone pieno di valori e l’altolocato senza coscienza: tranquilli, i cliché Nord/Sud ci sono tutti, così come il solito campionario di scurrilità e situazioni pecorecce. Ma il vero capolavoro del trash è la trama: Boldi e Tortora devono fotografare la coppa dei campioni di calcio, pena il licenziamento. Quindi giù il cappello, perché realizzare un film con un non soggetto del genere, è roba da Champions League cinematografica.

Share This Post

GoogleRedditBloggerRSS