L’ineffabile tocco della solista di gran fama

Di Beatrice Rana, pianista poco più che ventenne, solista dell’ultimo concerto svoltosi al Teatro Valli, martedì 15 dicembre, non si può dire non si sappia nulla.

I bambini prodigio, specialmente se “made in Italy”, entusiasmano le sale da concerto e la giovane Beatrice, non più bambina, aggiunge il fascino della promessa che si sta realizzando.

Importanti interviste sulla stampa nazionale e su quella di settore, collaborazioni sempre più prestigiose, esibizione nelle più importanti sale da concerto, in tutto il mondo, con orchestre di pregio e direttori famosi.

 

Contesto che certo crea un bel po’ di aspettative.

 

E anche il repertorio dava spazio ad attese sulla performance. Prima di tutto perché appositamente pensato per dar sfoggio del curriculum e della bravura dell’esecutrice, valorizzando le sue osannate qualità: una perfezione maniacale del suono unita ad uno slancio interpretativo intenso – aspetto più difficile da riscontrare in musicisti così giovani.

 

La sfida è stata pienamente vinta.

 

La perfezione armonica di Bach, resa più romantica e “appassionata” dall’interpretazione a pianoforte, rappresentano fin dall’inizio la cifra dell’equilibrio stilistico a cui tende la Nostra Beatrice Rana. Il Clementi a seguire è come un omaggio al suo apprendistato musicale (avendo vinto nel 2002 il concorso Muzio Clementi di Lasta a Signa) per proseguire con Chopin, mostro sacro del pianoforte romantico e concludere col La Valse di Ravel, a dimostrazione che non solo nel repertorio classico si ferma la capacità espressiva di un buon pianista.

 

Un programma da manuale e una esecuzione irreprensibile, di ritmo, di testa e di braccia.

Facile, per chi sta comodamente seduta in platea, dire che forse questa esecutrice ha ancora margini per crescere e migliorare. Non tanto nella tecnica, o in una generica “interpretazione”, quanto nel cuore e nel sentimento. Ma non vuole essere una critica, quanto un auspicio per queste formidabili mani, certamente in grado di deliziare sulla tastiera.

 

 

Un suono non ti renda
qual d’incrinata brocca
percossa!; io prego sia
per te concerto ineffabile
di sonagliere.

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