La Mahler non tradisce

csm_MCO_GATTI_1_01_6d009b99e6Come previsto la Mahler Chamber Orchestra non tradisce.

Le aspettative si misurano sui numeri: il tetro Valli è pieno come un uovo e non si contano i vip de noantri che partecipano una tantum agli appuntamenti immancabili della vita culturale della città* e la musica, per fortuna, almeno ogni tanto, la è ancora.

 

Aspettative alte anche perché le ben note qualità della Mahler si aggiungono ad un lungo elenco di presenze a Reggio Emilia, molte delle quali sotto la direzione dell’immenso Maestro Claudio Abbado.

Un ricordo, oltre che un’esperienza a sé, un simbolo e un talismano quindi per il pubblico concertistico che ormai collega alla serata Mahler un evento indimenticabile.

 

E anche il repertorio è di quelli che lasciano un segno. Almeno per quanto riguarda l’Eroica, che insieme alla Quinta e alla Nona diventerà il manifesto poetico musicale dello stesso Beehetoven, della sua rottura con il canone classico a favore di quel titanismo, di quello slancio sentimentale potente allo stesso tempo intellettuale e fisico che ne fa uno dei grandissimi della musica – ormai – moderna.

La Quarta sinfonia, sebbene le ben motivate note del libretto di sala cerchino di distogliere la sensazione dell’uditore che si tratti, in fondo, di un altro pianeta musicale, ancora per la maggior parte legato ad una composizione d’occasione e stilisticamente meno impattante, rimane esattamente questo, poiché il confronto diretto con l’Eroica ne impegna, in maniera irreversibile, l’effetto.

Allora l’effetto vincente rimane il crescendo: la linda perfezione e l’aureo equilibrio della Quarta introducono, dopo ‘intervallo, al dirompente effetto sonoro dell’Eroica, travolgente ed emozionante.

Un climax ben riuscito, anche equilibrato, che alla fine della serata, tra lancio di fiori, numerose chiamate alla ribalta e neanche mezzo bis risolvono positivamente tutte le aspettative concentrate sulla serata.

 

 

 

* Mio padre descrive una categoria umana, i “natalini”, quelli che vanno a messa una volta all’anno, per Natale. Questa categoria potrebbe valere, mutatis mutandis, anche per alcuni noti frequentatori degli eventi che contano.

 

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