E’ Bach, baby

DeMaria

La mia simpatia, il pianista Pietro de Maria l’avrebbe conquistata comunque, dedicando una ventina di minuti a fine concerto per chiacchierare col pubblico di Bach, proponendo storie, esempi, racconti e aneddoti che dessero un piccolo contributo alla degustazione del concerto.

Un approccio apprezzabile, che non da per scontato che tutta la platea sia composta da fini conoscitori del pentagramma.

Il Clavicembalo ben temperato, libro primo 1 -16 è stato solo il primo di tre appuntamenti che fino a marzo ci accompagneranno nell’esecuzione completa dei 48 preludi e fughe che sono quel caposaldo della storia della musica scritto per il diletto degli esecutori più che del pubblico.

johann-sebastian-bach-4e33e4b36a6feMa, trattandosi di Johann Sebastian Bach, non può che esserne estasiato anche l’uditore, perché la limpida e matematica armonica dimostrativa, tra le grinfie di quel magnifico compositore, diventa anche libertà espressiva, e ampiezza di toni e registri e felicità melodica.

Quello che insomma viene pensato come una sorta di manuale in grado di esplorare le diverse capacità espressive di uno strumento a tastiera, diventa con Bach l’esempio massimo di come, ma soprattutto del perché fare musica.

Io personalmente sono poi un’estimatrice dell’esecuzione al pianoforte (passati attraverso il Romanticismo mica si può pensare di uscirne indenni…), se vogliamo meno filologico ma di certo di maggiore impatto e impressione.

E la difficile impresa di De Maria, tutta concentrazione, tecnica ed equilibrio, è una di quelle performance, quasi sportive, a cui è obbligatorio presenziare.

Prima di tutto perché ascoltare un’esecuzione di Bach dal vivo è sempre qualcosa che ricongiunge con l’universo.

E poi perché questa esecuzione, ponderata, senza slanci eccessivi, che passeggia in equilibrio tra il nitore protestante e l’emozione, regala un’esperienza interessante di cosa significa Bach oggi.

Le prossime date saranno: sabato 27 febbraio e sabato 12 marzo. Forse il repertorio più bello è andato (i primi preludi sono davvero magnifici) ma, perdincibacco, è Bach!

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