W l’analisi musicale: convincono Spira Mirabilis, il suo vortice in scena al Valli

spira_mirabilis-2Spira Mirabilis è un laboratorio di approfondimento per musicisti, prima che un concerto. Il progetto prevede che musicisti professionisti si incontrino, periodicamente, per approfondire in una settimana intera lo studio e la conoscenza di un brano musicale, al fine di poterne avere una interpretazione che sia univoca e consapevolmente accordata.

Dico “avere” un’interpretazione anziché “dare” perché l’esecuzione al pubblico diventa, in fondo, solo una necessità accessoria. Il pezzo viene sì restituito ad un pubblico, corredandolo prima e dopo di un dialogo coi musicisti che, su richiesta, condividono le chiavi interpretative scelte, ma la finalità prima rimane l’analisi profonda del testo musicale. Da un punto di vista puramente accademico è affascinante ed encomiabile, un tributo all’assoluta specificità della conoscenza. Conoscere in tutto e per tutto una partitura significherà di certo, per un musicista, compiere un viaggio nella testa di un compositore e deve regalare molti spunti e stimoli.

In epoca di tuttologia e crossmedialità la monografia spinta è un lusso splendido. Ad un profano, confesso, l’esperienza laboratoriale non balza all’occhio e la qualità della performance rimane completamente da attribuire alla competenza dell’ensemble.

E l’esecuzione di venerdì 16 dicembre al Valli ha reso onore agli interpreti che, laboratorio o no, hanno stregato con una interpretazione misurata e appassionante, la cui qualità è cresciuta col procedere dei movimenti. L’ottetto di Schubert è un componimento coralmente considerato un momento emblematico dello stile Biedermeier e della sua specifica accezione di Romanticismo, in stretta continuità al Beethoven classico. In questo quadro l’equilibro tra contenimento e slancio è sicuramente la chiave per una esecuzione calzante sia per interpretazione filologica che per resa ottimale.

Il pubblico in sala ha apprezzato l’esecuzione e lo ha dimostrato anche nell’incontro successivo al concerto, esprimendo ai musicisti interesse e manifestando lodi. A parer di chi scrive un brano ulteriore a programma o almeno un bis sarebbero stati più apprezzati e probabilmente più stimolanti di una seppur piacevole conversazione con gli esecutori.

Pare però abbia prevalso il punto di vista opposto e che cioè per dare massimo risalto al brano si sia scelto di non accostare nessun altro elemento musicale di confronto. Per riascoltare l’ottetto in una versione che amo molto: https://www.youtube.com/watch?v=Wvo3U4fePZk. Dal minuto 24 il terzo movimento che è il mio preferito. Ho aspettato l’ultima riga per dare questa notizia di sicura suspense.

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