I Teatri anticipano il menu della nuova stagione (classica, prosa, danza). I nomi

-10-TEATRI-FESTIVAL-APERTO-logoPoco si sa ancora del Festival Aperto, il più moderno e sperimentale – e a volte controverso – tra i programmi presentati a Reggio Emilia.

Pare che Brecht abbia detto che “Se la gente vuole vedere solo cose che capisce non dovrebbe andare a teatro ma in bagno” e, il programma di Aperto, è spesso in linea a questo enunciato.

Quel che si sa, comunque, è della partecipazione di Yuval Avital, compositore israeliano con residenza a Milano, musicista alquanto trasversale, multietnico e multidisciplinare da cui, dalle poche informazioni a disposizione, non ci si può che aspettare qualcosa di originale – bello o brutto, lo capiremo.

La stagione di cui preferisco scrivere è quella di prosa, ed è anche il programma in cui si riconosce più forte la mano del direttore artistico.

687Ciea©MirabelwhiteNon manca infatti la produzione Baricco/Vacis con Natalino Balasso ed una certa attenzione al territorio con i MaMiMò, super attiva compagnia reggiana che sono ben felice abbia uno spazio nel cartellone più patinato della città. Sul palco anche le forme più sperimentali di teatro, come gli spettacoli-laboratorio con diversamente abili oppure con gli ospiti dei centri di salute mentale della città.

Accanto a questi i grandi nomi del teatro di oggi: Elio de Capitani, Marco Baliani, Alessandro Benvenuti, Angela Finocchiaro, Michele Placido, Liliana Cavani, Gabriele Lavia, Silvio Orlando, che presentano i grandi nomi del teatro di ieri: Shakespeare, Moliere, De Filippo, Pirandello.

687hofeshZucca GAB1617In mezzo si tratterà anche la commedia tv (La scuola, Calendar girls) e il teatro di storia con Federico Boffa (che leggo essere un giornalista sportivo prestato, quindi, al teatro) oppure con Ambra Angioini diretta da Placido (che parla ancora dei giovani sessantottini e di quanto abbiano cambiato il mondo).

Insomma un programma generalmente interessante, non proprio sconvolgente, che non ci lascerà tutti scandalizzati e stravolti, ma che ci farà uscire contenti (o abbastanza contenti) da teatro.

yuval1Interessante, nelle proposte del prossimo anno della musica, l’impronta un po’ didattica, l’istituzione di percorsi a tappe con una qualche continuità.

Ci saranno infatti i concerti-lezione del pianista Emanuele Ferrari, le esibizioni dell’ensemble Micrologus, musica medievale sacra e profana, le variazioni Goldberg e Diabelli rispettivamente di Bach e Beethoven eseguite dai solisti russi Koroliov e Levit.

Non mancherà il classico dei classici (Daniele Gatti con la Mahler, Roland Boer in apertura di stagione con la Orchestra della Scala e il direttore Dennis Russel Davies con l’Orchestra di Basilea) anche se qualche brivido in più me lo aspetterei dalla Junge Deutsche Philarmonie – per il repertorio in programma: Ravel Mahler e Sostakovich – e dal direttore Teodor Currentzis – il suo sguardo tormentato è tutto un programma.

68720160202  LA SCUOLA  - SILVIO ORLANDO-2Non mancheranno le emozioni della musica da camera con l’ottetto Spira Mirabilis, il Quartetto di Cremona che si esibirà con Andrea Lucchesini al pianoforte e Edicson Ruiz al contrabbasso e il duo violino e pianoforte di Isabelle Faust e Alexander Melnikov, già visti nella medesima formazione sul palcoscenico del Valli qualche anno fa.

La stagione di danza presenterà un deja vu con una trilogia di Hofesh Shechter – stesso coreografo visto nel programma 2015, nuovo spettacolo – e molte prime italiane -difficili quindi da valutare, oltre ad una prima assoluta di Aterballetto che al teatro di casa offre le primizie migliori.

687sognoelfoUn programma che sulla carta si presenta interessante e che nelle ultime stagioni ha rappresentato la forma di spettacolo più anticonformista e stimolante, quasi affidando al corpo e al gesto significati inesprimibili a parole ma che meglio parlano di questa società e di questo mondo in cui tutto è facile, vicino e allo stesso tempo di difficile interpretazione.

Da brava snob poi non mi soffermo sull’operetta (che ormai operetta non è, ma musical). Non che lo disprezzi come genere – che anzi suppongo essere piuttosto divertente e di certo molto seguito dal pubblico – ma perché non l’ho mai seguito molto.

Si nota comunque la presenza di nomi importanti: Cristina Mazzavillani Muti (la moglie del Maestro), Montesano, Bennato.

Attendiamo, se mai arriverà, la stagione dell’opera, Cenerentola delle produzioni (costosissime, laboriosissime) per la quale è sempre più difficile nutrire aspettative anche se molte delle messe in scena reggiane si sono, anche negli ultimi anni, difese bene.

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