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La rivoluzione dei diti medi – Forza Emilia

E’ impossibile, in questo numero, tirare fuori il solito sarcasmo di questa rubrica. E’ impossibile perché sono troppo forti le immagini di quelle lacrime e di quella disperazione negli occhi delle persone  che, a causa del terremoto, hanno perso i propri cari, la propria casa, la propria storia.

Mentre scrivo, la mia mente é affollata da mille preoccupazioni, paure. A volte fatico a distinguere quelle che sono normali vibrazioni, magari per il passaggio di un’automobile poco vicino, da quella che può essere una nuova scossa di terremoto. Inutile descrivere sentimenti, inutile andar a fare cronaca di quella che ha ormai assunto contorni sempre piú netti di una tragedia.
Vivo a Reggio Emilia da ormai 10 anni, e sin dalla mattina in cui poggiai i piedi in stazione centrale, sin dalla prima bizzarra domanda: “Scusa hai una paglia?”, seguita da un abbondante sorriso, capii della grande ospitalità, allegria, e forza delle persone del posto. Anche se io non avevo poi idea di cosa fosse una “paglia”.

In questi anni, non ho potuto far altro che ammirare e apprezzare tutta la forza, tutta la storia, tutta l’ospitalità di queste persone stupende. Tutte qualità che mi hanno aiutato a crescere e che mi hanno insegnato tanto. Qualità che, insieme, andranno a comporre quel coraggio e quella forza necessaria per superare la situazione.

Oggi, l’Emilia e gli emiliani sono chiamati ad una grande prova, sono chiamati ad una reazione. Una reazione certa, decisa, senza fronzoli, colma di determinazione, orgoglio, passione, forza, con la stessa voglia di prima di costruire laddove il terremoto ha distrutto. Da domani, con o senza scosse, le ombre delle paure debbono essere spazzate dalle luci della convinzione, dalla volontà di guardare avanti, dalla forza di riprendere la strada della normalità. Ci sono dei colpevoli? Forse sì. Ci sono delle polemiche più o meno fondate? Probabilmente. Ci saranno le solite manovre all’italiana delle istituzioni? Sicuramente.

Quello che davvero piú conta, da domani e poi ancora domani l’altro, e poi ancora nei giorni successivi, sarà recuperare proprio quelle qualità che solo gli emiliani sanno di avere. Non occorre altro. Forza Emilia! Avanti.

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La rivoluzione dei diti medi, Reggio Emilia

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