HomeRubricheIl Vangelo apocrifo: ecco la Verità Spirituale

Il Vangelo apocrifo: ecco la Verità Spirituale

Gesù incontra il fariseo Nicodemo e lo istruisce

Gesù incontra il fariseo Nicodemo e lo istruisceMario Garretto

Ci stiamo avvicinando all’epilogo della storia terrena di Gesù. Il suo insegnamento si fa più esplicito. Parla con Nicodemo con contenuti idonei ad un dottore della legge. La Verità si offre meno velata che nelle parabole, più diretta, ma mai come se fosse la lama tagliente di una spada. Nel commento della settimana viene proposto una parte del dialogo fra Gesù e Nicodemo. E’ una estrapolazione di una affermazione di principio all’interno di un contesto più grande. E ne limita il contenuto. Ma non importa, c’è abbastanza per aprire un dibattito. Nicodemo era: “un maestro in Israele”, dice Gesù. Perché non capiva? Perché era intriso di religione! Anche se le religioni, spesso in buona fede, cercano di condurre i fedeli verso Dio, falliscono nel loro compito in quanto seguono la strada sbagliata. Innanzi tutto, tutte le religioni commettono un peccato originale: la detenzione del potere, l’imposizione dei precetti religiosi, la “richiesta” di fedeltà al tempio, l’obbedienza ai sacerdoti, il versamento dell’obolo. Poi le religioni non sono solo questo, sono anche potentati economici, detentori di potere politico. Possono assolvere o condannare. Pregare per la pace o scatenare guerre. Ecco perché Nicodemo non capiva. Lui la religione l’aveva nel suo DNA, e sebbene avesse dubbi, si facesse domande, era ancora lontano dalla comprensione. Ma non bisogna fargliene una colpa. Nel suo profondo, la predicazione di Cristo aveva aperto una breccia nel suo cuore. La mente sarebbe arrivata un giorno o l’altro. La comprensione ha i suoi tempi di maturazione. Non basta dire ho capito, come non basta eseguire un ordine per essere in ordine con Dio. La verità non deve essere esterna a noi, e i gesti d’amore non si devono compiere per cercare un profitto. Altrimenti che amore è? Diceva bene il filosofo Kant: “All’amore non si può comandare”. Ecco perché, per arrivare alla comprensione necessita fare un lungo percorso di ricerca, di sperimentazione, di valutazione. Le sono parte del nostro spirito, non della nostra mente. Ma affinché la mente si apra prima la si deve liberare dai pregiudizi e lasciarla aperta al nuovo, ma vigilando che questo nuovo non sia una trappola. Per questo dobbiamo avere il coraggio di analizzare anche i testi Evangelici, per depurarli dalle scivolate nei meandri della religione, certamente non fatte da Cristo. Cristo è l’unico che insegna “le vie del cielo” senza cercare un profitto personale. Cristo chiede ai discepoli di ragionare, di usare i talenti che ognuno di noi possiede, nella misura che ha a disposizione. Cristo chiede di aprire il cuore all’amore. Ma lui sa che poi nel mettere in pratica i suoi insegnamenti ognuno di noi si confronterà con le sue necessità, con le sue disponibilità, con le sue convenienze. Per arrivare al divino l’uomo si deve “immedesimare” con la Verità, vedi San Francesco.

Giovanni 3 – 14,21.

E come Mosè ha innalzato nel deserto il serpente, cosi anche il Figlio dell’Uomo deve essere innalzato. Dio ama così tanto il mondo da dare suo figlio Unigenito, affinché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. Dio non ha inviato il figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma per dare al mondo la salvezza mediante lui. E chi crede in lui non viene condannato; ma chi non crede è già condannato, perché non ha creduto al figlio Unigenito di Dio e alle sue opere.

E in quest’ora il giudizio è questo: E’ scesa la luce nel mondo, ma gli uomini le hanno preferito le tenebre per nascondervi le opere malvagie che hanno fatto. Coloro infatti che fanno il male, odiano la luce e non vengono alla luce, perché così verrebbero scoperte le loro opere. Ma chi agisce nella verità viene alla luce, perchè tutti possano vedere che le sue opere sono fatte in nome di Dio”.

Commento. “Nicodemo, tu sei un maestro d’Israele e non sai di queste cose?” Gesù chiede a Nicodemo, ma non è una domanda, è un’affermazione. Tommaso, l’Apostolo, nel “suo Vangelo” così interpreta la domanda e così risponde: “Se voi nutrite la vostra mente con verità inferiori, la vostra ragione e la vostra intelligenza conosceranno solo cose morte. Questo non avverrà all’uomo, che perfetto, potrà nutrirsi di verità superiori”. Nicodemo si preoccupa di cose molto terrene. Ha capito che il Sinedrio vuole la morte di Gesù, e la decisione è già stata presa. Il suo andare ad informarsi per conoscerne le intenzioni, era un tiepido tentativo di mediazione e forse voleva anche suggerire a Cristo una certa moderazione. Probabilmente “sentiva” che Gesù diceva cose vere, ma lui non aveva abbastanza forza per opporsi al Sinedrio e non aveva nessuna vocazione al martirio. Poi Gesù parla a Nicodemo. Il “Maestro” istruisce un altro maestro con un insegnamento profondo, assoluto. Quanto, dell’insegnamento di Gesù, ne abbia assimilato Nicodemo non è dato di saperlo. Nicodemo era un dottore della legge e Fariseo, ma indubbiamente Gesù ha scavato un solco profondo nella sua mente e nel suo spirito. “Dio ha tanto amato il mondo…”, continua la polemica nei riguardi della religione che hanno dimostrato di non amare molto il mondo: Dio ama il mondo e tutte le creature che l’abitano. “Se uno non nasce dall’acqua e dallo spirito…”, il riferimento è simbolico: l’acqua la purezza, l’acqua simbolo della vita. Il battesimo, un nuovo inizio, una rinascita mediante la conversione. Lo spirito dell’uomo si esprime con i sentimenti, dai sentimenti, con la mediazione della coscienza, supportata dalla nostra intelligenza, i valori morali da impiegare in tutte le situazioni della vita. L’evoluzione dello spirito dell’uomo, cioè il passaggio che va dall’acquisizione della conoscenza alla sua comprensione, dalla comprensione all’immedesimazione, porta alla casa del Padre. Con le Leggi del regno l’uomo si deve “autoeducare” per diventare: perfetto come il Padre che è nei cieli. “…..Che ha mandato il suo figlio Unigenito non per giudicare ma per salvare il mondo”. Come potrebbe la Legge d’Amore avere una migliore rappresentazione di questa espressa nelle parole di Gesù. Ma l’umanità deve fare la sua fatica, giorno dopo giorno, imparando, ricercando, mettendo in pratica, per comprendere, per evolversi, insomma: per migliorarsi.

Nessun commento

Siamo spiacenti, il modulo di commento è chiuso in questo momento.