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2014-2015 – Eventi di rilievo ed eventi attesi

Non ricorderò qui gli eventi, pur importanti, arcinoti, dall’insediamento del governo Renzi (pochi giorni dopo la famosa frase “Enrico, stai sereno!”, al successo del PD alle elezioni europee, eccetera

L’anno che ci siamo lasciarci alle spalle è stato caratterizzato da una serie di crisi internazionali, nel nordafrica-medioriente e nell’est europeo:.la fine delle Primavere Arabe (con l’eccezione del voto democratico in Tunisia), la presa del potere da parte dei militari in Egitto, la disintegrazione della società libica, la costituzione del   Califfato – Stato islamico (ISIS), che comprende parte dell’Iraq e della Siria. L’autonominatosi Califfo Abu Bakr al-Baghdadi si è rivelato capace di attrarre verso sé musulmani provenienti da tutto il mondo e pronti a immolarsi per la causa del Califfo. In agosto si hanno i primi raid aerei degli Stati Uniti contro l’Isis in Iraq.

Palestina

L’occupazione di terre in Cisgiordania è proseguita, così come è stato sotto tutti i governi precedenti. Estate: dopo l’uccisione con i droni di alcuni dirigenti di Hamas, riprende il lancio di missili dalla striscia di Gaza, l’8 luglio  Israele inizia l’operazione militare a Gaza; ai raid aerei, il 17,. si è aggiunto l’attacco di terra. Il bilancio delle vittime palestinesi, secondo fonti locali, è di 2136 morti e quasi 11 mila feriti; secondo l’Onu, almeno 491 bambini sono rimasti uccisi, 577 secondo fonti palestinesi. Sul versante israeliano, sono morti 64 militari e 5 civili, l’ultimo il 26 agosto.
23 novembre. Il governo israeliano ha approvato a maggioranza il progetto di legge che definisce Israele “Stato della Nazione ebraica“.“Israele è lo Stato-Nazione del popolo ebraico”, proclama Netanyahu. Se il testo verrà approvato dal Parlamento, legislatori e giudici dovranno ispirarsi maggiormente “ai valori dell’ebraismo”. Questa trasformazione aggraverebbe la divisione degli israeliani in cittadini di serie A e di serie B.
La Palestina è stata accettata come il 123esimo membro della Corte Internazionale dell’Aia.  I paesi nel mondo che riconoscono lo Stato di Palestina  sono più di 130; il Parlamento europeo ad ampia maggioranza si è dichiarato favorevole alla soluzione a due Stati, con capitale Gerusalemme, sulla base dei confini del 1967.

Ucraina

La crisi Ucraina è esplosa a novembre del 2013 sulla scia delle manifestazioni che cacciano il presidente Viktor Yanukovych in favore di un governo pro-europeo. Il 2 marzo 2014 inizia la rivolta nell’Est del Paese; il 16 marzo il referendum per la secessione della Crimea ha vinto con il 96% di voti favorevoli. La crisi straripa al di fuori dell’Ucraina, coinvolgendo l’Europa e gli Stati Uniti che si impegnano in un braccio di ferro con Vladimir Putin, accusato di volersi “riprendere” l’Ucraina e di sostenere militarmente i ribelli dell’Est del Paese. La tensione sale alle stelle, ricordando i tempi della guerra fredda.
Dall’ aprile, quasi mezzo milione di ucraini hanno lasciato il paese: l’85% di questi è fuggito in Russia. L’ultimo trimestre ha rivelato le fragilità del Cremlino, dovute anche alle sanzioni economiche e al crollo del prezzo del petrolio.

Papa Francesco

E’ proseguita in varie direzioni l’azione del Papa, criticata dai gruppi tradizionalisti, per il rinnovamento della Chiesa, a partire dal sobrio comportamento personale: critica all’idolatria del denaro (“Non è ammissibile un mondo dove il 50% della popolazione controlla solo l’1% della sua ricchezza”), facendo del lavoro il contrassegno della dignità umana , e denunciando la “dittatura dell’economia senza volto né scopo realmente umano”. E ancora, lotta ai preti pedofili, apertura ai laici e ai “nostri fratelli musulmani” (“Dio redime tutti, non solo i cattolici”), allontanamento da Radio Maria, denuncia di lobby in Vaticano, mutamenti radicali nella Curia e molto altro.

Clima

In Novembre lo Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) ha rilasciato lo Synthesis Report che conferma le preoccupazioni sul cambiamento del clima..Due analisi indipendenti, condotte dagli scienziati della Nasa e della National Oceanic and Atmospheric Administration, dicono che l’anno 2014 è stato il più caldo dal 1880. Le dieci annate più calde mai registrate finora, secondo l’agenzia spaziale statunitense, sono tutte avvenute dopo il 2000, con l’eccezione del 1998. Un trend in linea con le previsioni del modello dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale in atto nel nostro pianeta.

Petrolio

Il prezzo del greggio è diminuito considerevolmente nel corso di tutto l’anno.

Alcuni altri avvenimenti di rilievo (la scelta è largamente arbitraria)

30 MARZO – Francia: disfatta di Hollande alle elezioni comunali, trionfo del Front National di Marine Le Pen.

8 AGOSTO – Ebola: l’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato l’«emergenza mondiale».  Si stima che ill virus abbia contagiato già 18000 persone; i queste 6346 sono morte. 63 Paesi hanno contribuito con 1,8 miliardi di dollari per combattere l’epidemia.

18 SETTEMBRE –  Referendum per l’indipendenza della Scozia. Vittoria dei ‘no’.

29 SETTEMBRE – Spagna: la Corte Costituzionale dichiara illegale il referendum indipendentista per la Catalogna. Il 9 NOVEMBRE si tiene comunque in Catalogna il referendum simbolico per l’indipendenza: oltre l’80% dei 2 milioni di votanti ha detto “sì” all’indipendenza della Catalogna dalla Spagna..

4 NOVEMBRE – Stati Uniti: alle elezioni di midterm i Repubblicani conquistano il Congresso.

12 NOVEMBRE – Obama e Xi Jinping raggiungono un accordo per la riduzione dei gas serra.

17 DICEMBRE – Storico disgelo tra Stati Uniti e Cuba con la mediazione di papa Francesco.

31 DICEMBRE – Ritiro definitivo delle truppe di Stati Uniti e Regno Unito dall’Afghanistan.

 

Alcune prospettive per il 2015

Fare previsioni è imprudente. All’inizio del 2013 nessuno prevedeva la crisi in Ucraina, la nascita dello Stato Islamico o l’epidemia Ebola. Tuttavia ci provo.

Guerre

Il mondo è tuttora teatro di innumerevoli conflitti, prevalentemente guerre civili, 25 paesi in guerra solo nel continente africano, dove combattono contro i governi o l’uno contro l’altro circa 150 gruppi di milizie ribelli, gruppi separatisti, in prevalenza islamici. Nella Repubblica Centrafricana Amnesty International ha denunciato massacri compiuti dai cristiani Anti-bakakas contro la popolazione musulmana, costretta ad abbandonare il Paese.
Ricordiamone alcuni dei principali.
Il Medio Oriente si conferma la polveriera del mondo, con una serie di conflitti aperti e di guerre in corso. Di conseguenza la fuga e l’esodo di intere popolazioni, anche dall’Africa, assumerà proporzioni ancora maggiori e porrà problemi umanitari enormi.
Lo Stato Islamico di Abu Bakr al-Baghdadi. punta ad allargarsi e a realizzare un grande califfato islamico, riunendo le regioni a maggioranza sunnita di Siria e Iraq; la sua influenza ideologica si espanderà in altri Stati Arabi. La resistenza dei Curdi, che ne sta già riducendo le ambizioni, darà maggior credito ai progetti di istituzione di uno stato che riunisca la popolazione curda divisa tra Siria, Iran, Iraq e Turchia. La realizzazione tuttavia è lontana, vista anche l’intransigenza della Turchia.  Iran, a giugno potrebbero aprirsi spiragli concreti per un accordo sul nucleare. Israele sembra aver abbandonato ogni prospettiva di accordo con i palestinesi.

Asia

In Afghanistan,  ‘uscite le truppe internazionali , continuano gli scontri tra le forze governative e i talebani, e i morti aumentano giorno dopo giorno. In Cina prosegue la repressione dei musulmani Uiguri.La transizione verso una economia che incentivi i consumi interni, avviata da Xi, rallenterà la crescita, ma a vantaggio di una maggiore sostenibilità.

America Latina e America Centrale

Molti conflitti sono al momento in fase di tregua, ma esistono scontri e violenze legati alla presenza dei cartelli del narcotraffico che vengono combattuti dai vari governi.

 

E’ improbabile che ’anno in corso veda una soluzione pacifica di questi conflitti. Si può forse prevedere l’intervento a terra dei militari USA ed europei contro il Califfato. E purtroppo si possono prevedere nuovi attacchi terroristici in Europa e altrove.

 

Russia

continuerà le pressioni e gli interventi in Ucraina, anche per evitare che il Paese diventi membro della NATO. I tentativi occidentali di accrescere il potere della NATO in Europa potrebbero minare una soluzione pacifica della guerra. Una possibile soluzione del conflitto, il riconoscimento di una larga autonomia dell’area russofona, non sembra prossima.

Unione Europea

Gli sviluppi necessari per passare da una Unione prevalentemente monetaria a una vera Unione politica non sono all’orizzonte.

Stati Uniti

Il governo spenderà circa 350 miliardi di dollari nel prossimo decennio per il suo arsenale nucleare. Inoltre si prevede di investire dollari per 12 nuovi sottomarini nuleari, 100 bombardieri e 400 missili con base a terra. La visione di un mondo libero dalle armi nucleari (discorso del 2009 a Praga) sembra per ora tramontata.

Petrolio

La discesa dei prezzi sembra destinata a proseguire, ma, anche se si arrestasse ai bassi valori attuali, metterebbe in crisi i Paesi la cui economia dipende dalle esportazioni, in particolare Russia, Venezuela e Iran. Inoltre, in questi anni negli Stati Uniti si è scatenata la corsa al petrolio e al gas di scisto; piccole imprese e grandi gruppi hanno investito somme colossali, con debiti che di fronte a un’ulteriore caduta dei prezzi non saranno più in grado di rimborsare.

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