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Violenza
Moglie troppo occidentale,
la picchia e la umilia per anni

In un momento in cui il tema della violenza sulle donne è tornato prepotentemente alle cronache nazionali, arriva dalla provincia di Reggio la storia di una ragazza reggiana che per anni è stata oggetto di botte e vessazioni da parte del marito marocchino. La giovane era troppo occidentale a detta dell’uomo.

Alla fine la donna, che ha 23 anni, è crollata e ha chiesto aiuto ai carabinieri di San Polo. La sua denuncia racconta anni di sopraffazioni, soprusi, violenze fisiche e psicologiche:  percosse  (utilizzando cinghie e pentole bollenti), minacce di morte, offese, sputi. L’uomo inoltre le imponeva limiti nelle telefonate ai suoi genitori (una sola volta alla settimana e per non più di 5 minuti) e la costringeva a indossare abiti castigati. Infine, l’aveva obbligata a cambiare lavoro in quanto quello di estetista lo considerava non consono ad una moglie di un musulmano. Violenze che erano proseguite anche quando la donna era incinta . Le vessazioni sono proseguite regolarmente ogni 3 giorni per circa 4 anni. Fuggita a marzo scorso e rifugiatasi presso i suoi genitori la donna, dopo un mese ha trovato la forza di rivolgersi ai carabinieri per sporgere denuncia.

L’uomo, un cittadino marocchino di 35 anni residente nel reggiano, è stato denunciato per maltrattamenti in famiglia: per lui il gip del tribunale di Reggio Emilia ha disposto il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla moglie.

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