HomeAttualitàUna nuova Resistenza: Grasso sprona i giovani alla lotta antimafia

Una nuova Resistenza: Grasso sprona i giovani alla lotta antimafia

Reagire alla “grave crisi di legalità che c’è nel nostro Paese” con una “rivolta etica”, specie fra le nuove generazioni, e con la cultura della legalità. E dare lavoro ai giovani, che è “il modo migliore per zittire le sirene della criminalità”. Il presidente del Senato Pietro Grasso, parlando a un centinaio di studenti reggiani riuniti in sala del Tricolore, traccia la strada per combattere un male, la mafia, che ancora e con modalità diverse, rispetto agli anni delle stragi, attanaglia il Paese.

“Oggi la mafia non spara più perché ha ritenuto sia più facile inserirsi e mimetizzarsi nei circuiti economici: per questo preferisce la corruzione alla violenza, perché la corruzione non è visibile ma lega ugualmente il corrotto al corruttore”, spiega il presidente del Senato. “La cura – sottolinea – è la cultura della legalità, che cerchiamo di far conoscere e praticare ai ragazzi. La cultura della legalità è un baluardo dietro cui si difendono i diritti dei più deboli. Per questo serve una rivolta etica contro la corruzione, contro i finanziamenti illegali alla politica, chi sfregia l’ambiente o chi butta a mare gli immigrati”.

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Ad accogliere il presidente del Senato, in Municipio, ci sono il sindaco Luca Vecchi, il governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, il presidente della Provincia Giammaria Manghi e le massime autorità cittadine. E l’occasione è l’incontro ‘Le mafie alla conquista dei giovani’ promosso nella settimana della Legalità. Ospite della giornata, oltre al presidente del Grasso, anche l’inviata speciale del Tg1 Rai Maria Grazia Mazzola, alla quale l’associazione Cortocircuito ha consegnato una targa per l’impegno sul fronte delle inchieste sulla criminalità organizzata.

A Reggio Emilia, dove è in corso il processo Aemilia, il presidente del Senato sottolinea: “Le mafie al centro nord non si sono infiltrate, ci sono già da alcuni anni come il processo ha documentato. Ma ora, grazie al consenso sociale e alle istituzioni, ci sono le capacità per far venire fuori questi fenomeni”. Il presidente della Regione Stefano Bonaccini, nell’aprire l’incontro, ha ricordato l’approvazione del testo unico sulla legalità e le risorse per quasi un milione di euro stanziate per consentire lo svolgimento del processo Aemilia a Bologna e a Reggio “perché siamo i primi a essere interessati a sapere cosa sia accaduto”. Il governatore ha aggiunto: “Dobbiamo essere onesti ed evitare la narrazione di territori immuni dalle infiltrazioni mafiose.

La mafia si sposta dove c’è ricchezza. Qui ci sono gli anticorpi per poterla sconfiggere”. Sulla stessa linea il sindaco di Reggio Luca Vecchi: “Siamo qui a dimostrazione dell’impegno e dell’azione quotidiana straordinaria di una comunità e di un territorio, delle sue istituzioni e della società civile sul fronte dell’antimafia e del contrasto all’infiltrazione delle grandi organizzazioni. Abbiamo attraversato e stiamo attraversando anni molto impegnativi per le nostre comunità, abbiamo voluto qui a Reggio Emilia processo Aemilia, facendo un investimento importante di risorse pubbliche. Qui tante istituzioni si sono costituite parte civile, cosa che non è accaduta ovunque e che testimonia la voglia di assumerci la responsabilità di affrontare insieme questo grande passaggio storico”. Alla fine della mattinata il primo cittadino ha consegnato il Primo Tricolore al presidente del Senato.

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