HomeAttualitàUn via vai sull’Aventino: Pd e Sel “escile” allo stormir di Pagliani

Un via vai sull’Aventino: Pd e Sel “escile” allo stormir di Pagliani

bindi_2004“Quando si getta fango sulle istituzioni, non è possibile alcun tipo di confronto. Non ci sono le condizioni per procedere col dibattito”. Parole del capogruppo dem, in sala del Tricolore, Andrea Capelli che così, lunedì scorso, prima che il capogruppo di Forza Italia Giuseppe Pagliani prendesse la parola per presentare la mozione sul Parmigiano Reggiano, ha preannunciano l’uscita dall’aula della maggioranza. Un colpo di scena, in pieno Consiglio comunale. Pd e Sel hanno lasciato sala del Tricolore, facendo saltare così la seduta.

Un modo per rimarcare il dissenso verso le recenti dichiarazioni di Pagliani e di altri esponenti di Forza Italia. Pagliani, assolto in primo grado nel rito abbreviato del processo Aemilia, è infatti tornato nella bufera dopo alcune intercettazioni in cui si faceva riferimento alla creazione di un presunto dossier sull’allora presidente della Camera di Commercio, Enrico Bini. Pagliani ha negato l’esistenza del dossier, rispedendo le accuse al mittente. “Gli esponenti politici di Forza Italia, non solo Pagliani, ma anche Palmizio, Gasparri e Nicolini hanno usato il tema della mafia per gettare fango sulle istituzioni, secondo noi si è passato il limite”, ha spiegato Capelli, a margine del Consiglio. “Quando si insinua il dubbio che le amministrazioni locali sono colluse con la mafia solo perché a guida Pd si è valicato il limite di democrazia e di rispetto reciproco – ha ribadito il capogruppo dem -. E’ un’accusa inaccettabile che rigettiamo in toto e non siamo disponibili al dialogo né sul Parmigiano né su altro”.

A stretto giro di posta è arrivata la replica degli azzurri Pagliani e Nicolas Caccavo: “Abbiamo assistito all’ennesima pagliacciata del Pd in sala del Tricolore che per motivi sfarfugliati ed incompresi usciti dalla bocca del capogruppo Andrea Capelli ha abbandonato l’aula in quanto ha ritenuto gravi attacchi alle istituzioni reggiane senza specificare quali e quanti provenienti dalle fila di Forza Italia. Neanche attraverso uno sforzo di fantasia inaudito si può comprendere un motivo accettabile di abbandono dell’aula”. I due forzisti poi proseguono: “In realtà noi sappiamo bene perché i consiglieri del Pd se ne sono andati – scrivono Pagliani e Caccavo -. Non hanno espresso in questi giorni una sola parola per giustificare tre vicende che li vedono completamente coinvolti”.

Il riferimento dei due azzurri è alla casa del sindaco, alla vicenda di Brescello e ai viaggi di Delrio a Cutro. Su quanto accaduto in sala del Tricolore sono intervenuti anche i 5 Stelle. “Il Pd – ha scritto – invece di preoccuparsi delle infiltrazioni mafiose che stanno devastando Reggio Emilia e che si sono verificate indisturbate durante i decenni in cui ha governato la citta, abbandona il Consiglio comunale rifiutando di affrontare gli argomenti previsti, sulla base di una querelle ‘privata’ con Forza Italia”. Al di là dello scontro politico con i forzisti, nel Pd, secondo rumours di stampa, sarebbe in corso una polemica interna sul voto alle ultime elezioni provinciali, in occasioni delle quali qualcuno, tra i dem, avrebbe votato, nel segreto dell’urna, proprio per Pagliani. Una vicenda che il segretario Pd, Andrea Costa vuole chiarire e di cui discuterà la direzione dei democratici fissata per il 20 febbraio.

Ultimo commento

  • Quanto è costata ai cittadini reggiani la gazzarra inscenata dai consiglieri del Pd?
    I quali non hanno svolto l’attività amministrativa per la quale ricevono il gettone di presenza.
    I reggiani lo sanno che la sceneggiata della sinistra ha comportato uno spreco inutile di risorse pubbliche, chiunque sa che l’atto dimostrativo è fine a se stesso e che io ed il partito che guido in consiglio ci disinteressiamo delle loro speculazioni politiche.
    Se i consiglieri Pd sono onesti ed in buona fede lo dimostrino con un gesto democratico, non pesino sulle tasche dei cittadini anche quando non lavorano, restituiscano il gettone di 76 Euro lordi che percepiranno pur essendo usciti dall’aula consiliare dopo aver discusso il solo primo punto all’ordine del giorno