Truffa del fotovoltaico, interpellanza su presidente cda Iren

iren-gruppo-2Era il mese di luglio di quest’anno. La Guardia di Finanza di Reggio Emilia arrestava tre persone, tra cui un magnate russo, nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Milano su una presunta truffa da 37 milioni di euro ai danni dello Stato e relativa a contributi pubblici nel settore del fotovoltaico. In carcere finiva Igor Akhmerov, titolare della Avelar Energy Ltd.

Chi era costui? Akhmerov – la cui azienda faceva capo al colosso russo dell’energia Renova dell’oligarca russo Viktor Vekselberg, uno degli uomini più ricchi all’ombra del Cremlino – era stato fatto entrare nell’azienda reggiana Kerself, l’impresa del presidente Per Angelo Masselli che opera nel campo del fotovoltaico. L’indagine nasceva proprio da controlli fiscali effettuati nei confronti della Kerself, nell’ambito di un’indagine riguardante la Avelar, che controllava direttamente e indirettamente 16 società italiane proprietarie di numerosi impianti fotovoltaici che avevano indebitamente beneficiato, tra la fine del 2010 e l’aprile del 2013, di contributi erogati nel settore del fotovoltaico. Secondo la ricostruzione della Procura, tali società partecipate dalla svizzera Avelar sarebbero state utilizzate per realizzare impianti fotovoltaici violando le norme vigenti: avrebbero usato pannelli solari di origine cinese facendoli passare, attraverso falsa documentazione, come originari della UE.

A Reggio, in questo quadro, erano finiti agli arresti domiciliari Marco Giorgi e Gianpiero Coppola, amministratori del gruppo Kerself (poi Aion Renewables).

E adesso?

La capogruppo consiliare della coalizione Grande Reggio-Progetto Reggio in Sala Tricolore, Cinzia Rubertelli, ha presentato un’interpellanza nella quale, in premessa, richiama le dichiarazioni del presidente della Kerself, Masselli: “Agli inizi dell’anno 2008 l’avvocato Ettore Rocchi, professore dell’Università di Modena, mi informò che vi era un interessamento verso la Kerself da parte della società Avelar Energy (…) L’accordo si chiuse nel 2008“.

Ettore Rocchi è nientemeno che l’avvocato eletto nel 2007 presidente del consiglio di amministrazione di Enia ed eletto nel 2013 presidente del consiglio di amministrazione di Iren. Per cui ecco che la richiesta contenuta nell’interpellanza della Rubertelli – indirizzata alla Giunta di Luca Vecchi – è volta a sapere “quale sia stato precisamente il ruolo dell’avvocato Ettore Rocchi riguardo la vicenda in novella, in particolare quali i rapporti con i soggetti e le società conivolte” e “se il gruppo Enia ovvero Iren abbia avuto o abbia in essere rapporti con i medesimi soggetti“.

Chissà che andando fino in fondo non emergano altre sorprese in salsa russo-reggiana…

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