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Toc toc, c’è qualcuno? No, sono tutti a Roma

010Un anno di questi tempi è un periodo molto lungo. La crisi ci ha insegnato a ragionare a breve termine perché oggi le incognite superano di gran lunga le certezze: vale per gli individui, vale per i mercati e vale soprattutto per la politica. Affermare dunque, come ha fatto il sindaco Graziano Delrio che va tutto bene “perché il lavoro è già impostato e programmato” è una assurdità. La realtà è che Reggio si trova senza sindaco (che ha portato con sé il direttore generale Mauro Bonaretti e quasi tutto il suo staff) nel pieno della più grave crisi della storia contemporanea: per un anno a guidare la giunta ci sarà Ugo Ferrari – assessore all’urbanistica, nominato in tutta fretta vicesindaco al posto di Filomena Desciscio – una sorta di commissario politico che non potrà fare altro che occuparsi dei cosiddetti affari correnti. Tutto ciò avviene in un quadro particolarmente difficile per il Partito democratico, uscito a pezzi dalla tornata elettorale e dall’elezione del Presidente della Repubblica, e costretto a convivere al governo con il nemico numero 1.

Per giorni il sindaco Delrio ha ripetuto che sarebbe rimasto alla guida del Comune anche da Roma. Ma non aveva fatto i conti con la legge. Lo abbiamo scritto noi per primi che Delrio non poteva fare contemporaneamente il sindaco e il ministro: non è un grande merito, era sufficiente leggere la norma e il documento dell’Anci – di cui Delrio era presidente – che della norma forniva l’interpretazione. Era sufficiente guardare cosa è accaduto a Padova con il sindaco Flavio Zanonato, anche lui nominato ministro da presidente Letta. Tutto consultabile su internet. Il risultato è stato che per giorni è stato detto ai reggiani che il sindaco avrebbe continuato ad occuparsi dei problemi della città, che non c’era nessun problema, salvo poi nominare in tutta fretta vicesindaco l’assessore all’Urbanistica Ugo Ferrari al posto di Filomena Desciscio dell’Idv in modo da “garantire la continuità” ed evitare il commissariamento.

Nel volgere di poco più di un mese da Reggio sono partiti alla volta di Roma anche l’assessore al traffico Paolo Gandolfi e il direttore generale Mauro Bonaretti, seguiti da due dei più stretti collaboratori di Delrio, la portavoce Luisa Gabbi e il capo di gabinetto Maurizio Battini. Pare che sia in corso un esodo di massa: d’altra parte Roma e Reggio tra poco saranno più vicine grazie all’Alta velocità.

Ma con i treni non se ne vanno le grane: le tensioni lacerano il Pd locale, la base è in fibrillazione perché non digerisce l’alleanza con Berlusconi, i lettiani restano a guardare in attesa di capire che piega prende il governo, ma di qui al voto non si posso escludere scissioni. Ci ha provato a mediare il segretario provinciale Roberto Ferrari, dopo un’assemblea provinciale segnata da scambi di accuse, ma è difficile fare il pompiere se da Roma continuano ad arrivare cattive notizie. Un anno è lungo, dicevamo, e di qui alla primavera del 2014 può veramente accadere di tutto. C’è una questione, però, che qualcuno dovrebbe porsi fin da oggi, a cominciare dal candidato sindaco in pectore Luca Vecchi: quale sarà il conto di un anno di “ordinaria amministrazione” da parte della giunta?

 

 

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