HomeAttualitàTecnopolo-Università: patto per l’alta formazione

Tecnopolo-Università: patto per l’alta formazione

La Reggio Emilia dei prossimi anni? Una città vocata al sapere e all’alta formazione come volano per lo sviluppo economico. E’ l’obiettivo del nuovo accordo quadro tra Comune e Universita’ di Modena e Reggio Emilia, presentato in mattinata dal sindaco Luca Vecchi e dal rettore Angelo Oreste Andrisano. Un documento “a tutto tondo” che aggiorna la precedente intesa del 2010 e rafforza i legami di collaborazione fra i due enti nel segno della valorizzazione complessiva della città.

Tra i punti principali dell’accordo il completamento del campus universitario nel complesso San Lazzaro, su cui sono gia’ stati investiti circa tre milioni. Altrettanti, informano il sindaco e il rettore, saranno richiesti al ministero dell’Universita’, attraverso un bando ad hoc di prossima pubblicazione sull’edilizia universitaria. Gli interventi da effettuare riguardano in particolare il completamento dello studentato del padiglione “Marchi” in cui, con il secondo stralcio dei lavori verranno creati 75 nuovi posti letto in aggiunta ai 46 esistenti.

Altro elemento che caratterizzerà l’area sono i laboratori didattico-scientifici dell’area ingegneristica e agroalimentare, a cui si aggiungeranno un auditorium, delle sale studio, e dei punti ristoro. Corposo il capitolo dedicato ai servizi agli studenti, a cominciare da uno sportello unico per lo studente per coordinare le offerte di accoglienza. Anche nella sede reggiana dell’Ateneo sbarcherà poi il Cus (Centro sportivo universitario) mentre misure specifiche per il collegamento tra le varie sedi dell’Università, comprese quelle di Modena, sono allo studio sul fronte della mobilità.

Sulla formazione e la ricerca, Comune e Unimore si impegnano ad unire le forze su un ventaglio di azioni, tra cui la progettazione europea. Infine in merito a quella che il rettore definisce “la terza missione dell’Università”, cioè ricerca applicata e divulgazione del sapere, si getta un ponte tra la fondazione Marco Biagi di Modena e Reggio Children. Le risorse per attuare l’accordo quadro “sono previste nei rispettivi bilanci di Comune e Unimore e saranno quantificati in specifiche convenzioni”, mentre tra i due enti nasce un tavolo permanente che valuterà i risultati.

Soddisfatto Andrisano secondo cui l’accordo “è la cornice necessaria per far diventare Reggio una vera città universitaria”. Un percorso che non parte da zero, ma dai traguardi tagliati dall’Ateneo, enumerati dal rettore. Tra questi: l’accreditamento del ministero dell’Istruzione, l’ingresso di Unimore nei primi 200 posti delle classifiche internazionali e l’aumento degli iscritti in controtendenza rispetto ai dati nazionali.

Vecchi ossserva che “seppure la città è arrivata tardi all’insediamento dell’Università, qualcosa è cambiato”. Dieci anni fa, sottolinea, “si diceva che raggiungere i 5.000 studenti sarebbe stato già un risultato e che sarebbero stati comunque reggiani. Oggi siamo a quasi 7.000 iscritti di cui un terzo fuorisede”. Inoltre, e nonostante la crisi “da cui ormai stiamo gradualmente uscendo”, la “qualità complessiva del sistema della città pubblica, dall’Università alla sanità ha tenuto, ma dimostra oggi anche nuovi segni di dinamismo”.

Riccardo Ferretti, prorettore della sede reggiana di Unimore evidenzia “la condivisione di valori e prospettive”, mentre Raffaella Curioni, assessore comunale alla Scuola, chiude sulla valorizzazione dell’educazione, “tratto distintivo della nostra città”.

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