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Il metano non dà una mano: Iren presenta un conto molto salato

Non si tratta nemmeno di “bollette pazze”; Iren i calcoli li sa fare bene. Sono ormai delle bollette insostenibili. Nel senso che al netto di inflazione e caro-vita, una crescente fetta della popolazione reggiana non riesce economicamente più a sostenerle. L’ultimo calcolo è il costo del metano; aumentato, nelle bollette di casa nostra, di quasi il 14% in circa 6 mesi. Da giugno a dicembre 2011. Una stangata destinata ad appesantirsi da gennaio quando, causa la manovra “salva Italia”, la maggiorazione Iva lo aggraverà del 2%. E non è che l’inizio. Intanto resta senza alcuna conseguenza almeno locale il referendum di giugno dove a Reggio circa 250mila “sì” hanno bocciato, tra le altre cose, il profitto del mercato sui beni comuni. Un 7% circa in più sulle bollette dell’acqua. Il quadro diventa sempre più stridente a confronto con gli stipendi dei membri del comitato esecutivo: oltre 550mila euro annui al presidente Roberto Bazzano, circa 530mila all’amministratore delegato Roberto Garbato (entrambi superiori per esempio a quelli del ragioniere generale dello Stato italiano, dei direttore dei Monopoli di Stato e del capo delle Agenzia delle entrate), e appena si fa per dire 340mila euro al direttore generale Andrea Viero. Nel silenzio generale della politica o quasi. Le soluzioni? Al momento non ci sono se non quella, poco praticabile in tempi di temperature rigide, proposte dal leghista Andrea Parenti. Spegnere le caldaie, abbassare le temperature, mettersi un indumento caldo in più o addirittura accendere le stufe a legna.

Ultimo commento

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    coprirsi sì, e diminuire di 1 o 2 gradi la temperatura in casa. col metano funziona, col teleriscaldamento no, lì ti massacrano lo stesso