Sulle amministrative lo spettro del Vittoria Park

roc6499_1Tra i tanti problemi che la nuova amministrazione che sarà eletta in primavera dovrà affrontare ai primi posti ci sarà senza dubbio il parcheggio sotterraneo di piazza della Vittoria. Per alcune settimane il lavori sono proseguiti lontano dai riflettori dopo le polemiche dei primi giorni, ma la questione è tutt’altro che risolta. Lo dimostra la protesta di sabato pomeriggio che ha fatto coalizzare diverse sigle, dai grillini a Reggio città aperta, contro il cantiere.

Mentre sui lavori gravano un esposto presentato ai carabinieri di Bologna, 80mila firme di cittadini e un paio di pareri negativi della soprintendenza dei ben culturali, il parcheggio rischia di trasformarsi in un tema caldo della campagna elettorale. Quindi in una grana per il candidato sindaco del Pd Luca Vecchi.

“L’incontro con alcuni esponenti di punta del Pd avvenuto il 16 gennaio ha finalmente rivelato una verità sconcertante: – attacca Francesco Fantuzzi di Reggio Città Aperta – la convenzione stipulata nel 2011 tra il Comune e il concessionario Reggio Emilia Parcheggi SpA è sconosciuta anche a loro. Infatti, a fronte di una domanda posta dal pubblico, si è ribadito come un mantra il concetto del costo 0 per la collettività: peccato che la convenzione assicuri al concessionario, oltre già all’uso della Zucchi, la remunerazione del capitale investito, nonchè la possibilità di richiedere una revisione delle condizioni in presenza di eventi non imputabili al concessionario che alterino le condizioni di equilibrio economico finanziario. Tra questi vi è “il mancato raggiungimento di un livello minimo di ricavi” derivanti dalla vendita dei box auto. Ciò significa che il concessionario, nel caso in cui i ricavi non siano sufficienti a coprire i costi sostenuti, potrà concordare con il comune una revisione delle tariffe orarie della sosta a rotazione, dei prezzi di cessione dei box, della durata della concessione o “altra misura compensativa adeguata”, ad esempio ottenere in concessione “aree di sosta di superficie da sottoporre a tariffa”. In sostanza: il comune si è impegnato a garantire il ricavo al gestore e, nel caso in cui i ricavi non coprissero tutti i costi, interverranno criteri di “revisione”, tra cui l’assegnazione al gestore anche di aree di parcheggio attualmente non a pagamento.

“Pertanto, – conclude Fantuzzi – se il costo dell’opera è stimato in almeno 15 milioni di euro (probabilmente saranno maggiori) e se la vendita di tutti i 247 box a 35 mila euro (ipotesi ottimistica) potrà fruttare 8,6 milioni, da dove arriveranno i restanti 6,4 milioni? A voi la risposta”.

Conti a parte, il caso rischia di avere conseguenze anche in campagna elettorale, dal momento che uno dei candidati alle primarie del Pd, l’assessore Franco Corradini, si è espresso pubblicamente contro il parcheggio e, c’è da scommetterci, porrà con forza la questione in campagna elettorale. A questo punto la palla passa a Luca Vecchi che dovrà gestire la grana ereditata da Ferrari. E non sarà facile.

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