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Signori, si chiude. Crollano le vendite del centro

Signori, si chiudeSono partite le vendite promozionali. Chiamiamole così giusto per non profanare l’arrivo ufficiale dei saldi fissato per sabato 6 luglio. Il fatto è questo: molte vetrine del centro storico sono tappezzate di sconti ormai da una settimana, ma le sorti dei commercianti rimangono invariate. Conviene da subito fare dei distinguo. In centro sono rimasti i pochi reduci dell’antica gloria che fu delle boutique reggiane e le grandi catene che tirano un pubblico sempre più giovane, sempre meno paziente e sempre più standardizzato ai canoni del trendy a basso prezzo. Il resto è costituito da sparuti tenaci che a colpi di aperture straordinarie credono ancora nella qualità e in proposte originali che possano in minima parte dare un calcio a questa fatidica crisi economica che sembra aver spazzato via non solo i soldi dai portafogli, ma anche le nuove idee dalle menti. Parcheggiamo in uno dei pochi parcheggi non a pagamento di Reggio e andiamo a fare due chiacchiere con i negozianti del centro. La  via Emilia è disseminata di grandi e mediocri firme che annunciano metà prezzi a destra e a manca: vedi Benetton e Sisley al 50%, idem il Coin al Mercato Coperto o Carpisa al -30%. Svicoliamo in via Guido da Castello per andare a trovare qualcuno di nostrano. Al Personal Shopper, anch’esso in vendita promozionale, si respira un certo malcontento.

“L’amministrazione comunale si dimena a organizzare iniziative che vivacizzino il centro storico e ha certo i suoi meriti. E’ il reggiano medio che non ha più tempo, voglia e denaro di farsi una passeggiata in centro. Ci sono i centri commerciali ora. La gente si accontenta di luoghi climatizzati e di prodotti a bassa qualità. Vince l’indolenza su tutto. Altro che mercoledì rosa”. C’è però anche chi come Lucia Bassi di “Dictum factum”, innovativo negozietto in cui la proprietaria è anche sarta di abiti su misura, non perde tempo a lagnarsi e si ritiene soddisfatta del proprio lavoro e della propria seppure ristretta clientela. Al Maria Pia all’incrocio tra via Farini e via Malta la commessa si limita a dire: “ Mercoledì rosa, grande fallimento. Abbiamo esposto il -50% questa settimana, tanto per quello che serve”.

Tornando in via Emilia verso San Pietro il Coin sembra spadroneggiare con il suo -50%. Salvezza fasulla: anche il megastore sotto al Mercato Coperto conosce bene il pollice ingiù nelle vendite. Per il resto, è una morìa delle boutique storiche: da Spirito in via Emilia i padroni incarnano bene il sogno reggiano degli anni d’oro che sta man mano decadendo. “Aspettavamo da un po’ qualcuno che ci interrogasse su questo. Le aperture straordinarie del mercoledì sono assolutamente inutili. Gli unici a giovarne sono i proprietari di bar e ristoranti in centro. Per l’abbigliamento è la crisi nera. La città è fantasma, la clientela, sempre più abituata alle compere dell’ultimo momento nei centri commerciali, non si prende nemmeno il tempo di fare due passi in centro. Aggiungiamo che la politica di estensione dei parcheggi blu  non ha fatto altro che far schizzare in alto il numero di clienti che ci dicono: “ Non posso rimanere, mi scade il parcheggio”. Trenta anni fa la via Emilia era un salotto, oggi è solo un accumulo di negozi a breve vita. Una tristezza”. Detto questo, manca da aggiungere che alle 16 i negozi del centro sono ancora tutti serrati. I commercianti, se aprono, lo fanno dopo le 17. Che senso ha, dopotutto, fissare il metà prezzo su tutta la merce ed estendere l’orario di apertura al mercoledì sera e semmai pure alla domenica, quando i negozi del centro continuano a rimanere deserti mentre i centri commerciali stanno diventando claustrofobici?

Valentina Barbieri

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