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Comunali: vince l’astensione

VotoSette milioni di italiani alle urne oggi, domenica 26 maggio, e domani, lunedì 27 maggio, per le elezioni del sindaco e del consiglio comunale di 563 città e paesi. In provincia di Reggio si vota a San Polo d’Enza e a Castelnovo Sotto. 

A San Polo si sfidano tre liste: San Polo democratica, lista civica appoggiata dal Pd che candida il sindaco uscente Mirca Carletti; poi un’altra lista civica, San Polo bene comune che candida Mauro Marazzi, l’ex vice della Carletti sostenuto da altri pezzi della maggioranza. Outsider invece Andrea Zoppi del Movimento 5 stelle.

Più complessa invece la situazione di Castelnovo Sotto, attualmente guidato dal commissario prefettizio Adriana Cogode. Ci sono in lista il Pd che candida sindaco Maurizio Bottazzi, la lista civica Castelnovo Bene comuneche candida Paolo Manfredi, il Movimento 5 stelle con Chiara Carnevali poi la lista civica“ Ora o mai più” legata al Pdl e che candida Daniele Galli e la Lega Nord con Fabrizio Ghidorzi. Si vota dalle 8.00 alle 22.00 di domenica e dalle 7.00 alle 15.00 di lunedì. Non ci sarà ballottaggio essendo entrambi i comuni sotto i 15mila abitanti. In tutto sono 11284 i cittadini chiamati a votare Le urne sono state aperte alle 8 e lo resteranno fino alle 22 . Domani saranno aperte dalle 7 alle 15.

Affluenza in calo

Il dato più significativo alle 19 di domenica è il calo dell’affluenza: a Reggio Emilia ha votato il 35,95% rispetto al 47,53% della precedente tornata elettorale. Si tratta di un vero e proprio crollo e rappresenta il dato più preoccupate per il Partito democratico al primo vero banco di prova dopo il disastro delle elezioni nazionali. Nonostante il calo, però, non si prevedono sorprese né a San Polo, né a Castelnovo, anche se qui la situazione è un po’ più complessa a causa del commissariamento. L’assenza di ballottaggio sulla carta favorisce il Pd e spegne le speranze del Movimento 5 Stelle che farà fatica a ripetere gli ottimi risultati ottenuti a livello nazionale.


Dove si vota in Emilia-Romagna 

Due Comuni – Imola (Bo) e Salsomaggiore (Pr) – hanno una popolazione superiore ai 15mila abitanti: potrebbero quindi accedere al turno di ballottaggio. Negli altri, invece, che sono al di sotto, si vota con un turno unico. In provincia di Bologna si vota in 3 Comuni: oltre a Imola, a Camugnano e a Granaglione. In provincia di Piacenza andranno alle urne gli elettori di 2 Comuni, precisamente Castelvetro Piacentino e Ferriere. Nel parmense si vota a Salsomaggiore e a Solignano, in provincia di Reggio Emilia a San Polo d’Enza e Castelnovo di Sotto. Nel modenese si vota in 3 Comuni: Camposanto, Polinago e Serramazzoni. In provincia di Forlì-Cesena, urne aperte a Sarsina e Galeata, nel ravennate a Bagnara di Romagna, mentre in provincia di Rimini si vota a Gemmano.
Vengono applicate le norme in materia di contenimento delle spese degli enti locali che prevedono per i Comuni fino a 10.000 abitanti la riduzione, in base alle fasce demografiche indicate dal legislatore, del numero dei consiglieri e degli assessori. Nei Comuni fino a 1.000 abitanti non c’è più la figura dell’assessore comunale: le competenze della giunta sono attribuite al sindaco. Per i Comuni con popolazione superiore ai 10.000 abitanti la riduzione dei consiglieri comunali è del 20%.

La “doppia preferenza di genere” in quattro Comuni

In quattro Comuni (Imola, Salsomaggiore, Serramazzoni e Castelnovo di Sotto) si vota in base a quanto previsto dalla legge n. 215/2012, volta a promuovere il riequilibrio delle rappresentanze di genere nelle amministrazioni locali; una norma che modifica, fra l’altro, il sistema elettorale dei Comuni, introducendo la cosiddetta “doppia preferenza di genere”. Per i Comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti, la legge prevede una duplice misura. Prima, la cosiddetta “quota di lista”: nelle liste dei candidati nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore a due terzi; peraltro, solo nei Comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti il mancato rispetto della quota può determinare la decadenza della lista. La legge introduce inoltre la “doppia preferenza di genere”, che consente all’elettore di esprimere due preferenze purché riguardanti candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda preferenza. Per tutti i Comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti è comunque previsto che nelle liste dei candidati sia assicurata la rappresentanza di entrambi i sessi.

 

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