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Rottamazione multiutility
Iren Emilia: dimissioni cda per far fuori Buzzi. Lascia anche Villani

Come far fuori Villani e Buzzi il più breve tempo possibile? Visto che loro sembrerebbero non avere la minima intenzione di dimettersi nonostante gli arresti domiciliari dopo la vicenda Public money? Il primo passo, la trombatura di Angelo Buzzi presidente Iren Emilia, sembra fatto. Il sindaco Graziano Delrio l’aveva chiesto, il direttore generale Iren Andrea Viero per una volta ha accondisceso (anche perché conviene a tutti).

E così i tre consiglieri d’amministrazione Giuseppini, Marzani e Regge Gianas si sono dimessi facendo decadere il loro presidente; entro otto giorni Iren Emilia avrà un nuovo cda (che comprenderà i tre dimissionari) ma soprattutto un nuovo presidente, che ufficialmente non sarebbe ancora stato individuato.

Più complessa l’operazione di trombatura di Luigi Villani, vicepresidente Iren. Che deve essere allontanato dal cda con un apposito ordine del giorno. Ma necessita almeno un mese prima di avere al tavolo i membri del cda di una società quotata in Borsa. E tra quattro, cinque mesi ci sarà l’assemblea di bilancio.

E’ comunque stato lo stesso Villani a togliere tutti dall’imbarazzo annunciando in serata le proprie immediate e irrevocabili dimissioni

Ultimi commenti

  • bello questo articolo. Giorgio cassinadri cosa ne pensa?

  • Ne penso che è ancora poca cosa poiché uno dei punti dolorosi di tutta la questione Iren trae fondamento dal famigerato adeguamento verso l’alto degli emolumenti (che io chiamerei in altro modo veramente) per i dirigenti dopo la fusione, infatti con un classico stratagemma si votarono fra di loro un ordine del giorno per perequare gli stipendi usando il criterio ” verso quelli più alti fra le due consociate” e questo non è mai stato spiegato nonostante se ne scriva da anni nell’indifferenza più totale.
    In altre parole qual è il motivo per cui non si è adottato l’adeguamento verso il basso, circa 150 mila euro anno mediamente anziché oltre 550 mila che è un vero scandalo?
    Silenzio assoluto. I dirigenti si mascherano dietro facciate di qualifiche mediate dall’inglese a cominciare da “manager” per finire con “relator”, quasi che questo facesse di loro degli stakanovisti e c’è da giurare che non è così, per il solo fatto di autoincensarsi con “titoli” della tradizione aziendale anglosassone.
    Tutto ciò oltre ad essere penoso è ridicolo, nessuno, di questi tempi soprattutto, può permettersi uno scempio simile per di più con la condiscendenza della proprietà pubblica che è maggioranza, solo il sindaco Tagliavini ha speso parole contro questo stato di cose mentre per tutti gli altri il silenzio assoluto. Se questo sembra poco aggiungiamo che la multiutility sta sprofondando e distribuisce dividendi al limite della beffa 0,16 per azione. E non dimentichiamo che per l’acquisizione furono accollati debiti che l’allora sana agac dovette pagare, per cosa?
    La definizione di poltronificio anche in questo caso sembra la più concreta. Grazie dell’invito Ciro.
    Ho letto solo oggi, purtroppo, mea culpa.