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Rivoluzione competenza
Iren: Bagnacani al posto di Villani. Tremano i super manager

Una vera e propria scalata dal basso, dalla società civile come si dice in gergo, a volte per mascherare una non meglio rintracciabile irresistibile ascesa. Ma non in questo caso perché il prescelto in questione ha un curriculum di tutto rispetto in materia gestionale ed energetica. Fatto sta che Lorenzo Bagnacani, il leader dei gruppi reggiani contro gli inceneritori, è in procinto di prendere il posto di Luigi Villani, coinvolto nell’inchiesta parmigiana “Public money”, alla vicepresidenza Iren. L’attivista che da oltre dieci anni si batte contro tutte o quasi le scelte della multiutility sta per scalarne i massimi vertici. Il suo nome è stato indicato dal sindaco di Parma Federico Pizzarotti all’indomani di un ordine del giorno votato a maggioranza dal consiglio comunale di Reggio su proposta dei grillini che chiedeva appunto un competente in materia di energie rinnovabili al posto di Villani. Un tecnico appassionato dell’argomento al posto di un politico calato dall’alto. D’altronde che Bagnacani fosse vicino al movimento 5 stelle era noto da tempo; sono ancora ben impresse nella memoria collettiva le immagini del 2007 che lo ritraggono fianco a fianco di Beppe Grillo e che si riferiscono al giorno in cui i comitati consegnarono agli enti locali di casa nostra, comune e provincia, tutte le firme dei reggiani contro inceneritori e affini, camini vecchi e nuovi. Bagnacani, 42 anni, amministratore delegato di “Greenvision ambiente photo solar” ha già annunciato una prima battaglia: il taglio degli stipendi dei manager Iren, a partire dal proprio. Tremano i super manager anche perché la rivoluzione competenza sembra essere solo all’inizio

Intanto il quotidiano Polis ha chiuso i battenti; messo in liquidazione dopo che il suo editore Angelo Buzzi era stato arrestato con l’accusa di corruzione. Secondo gli inquirenti avrebbe ammorbidito la linea del suo giornale per ottenere vantaggi tra cui appunto la nomina a presidente Iren Emilia. Soldi pubblici, sempre secondo l’accusa, sarebbero stati dirottati verso l’editore Buzzi dall’ex sindaco Pietro Vignali attraverso un complicato giro di partite. Un gruppo di potere attraverso i reati di corruzione e peculato. Revocati gli arresti domiciliari per Vignali e Buzzi, nell’inchiesta è indagato anche l’ex vicepresidente Iren, nonché capogruppo PdL in regione Luigi Villani

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