HomePrima paginaRisiko energeticoEdipower, per Iren una sfida ad alto rischio

Risiko energetico
Edipower, per Iren
una sfida ad alto rischio

E’ stato il ministro Corrado Passera a tirare i fili di un’operazione che ha posto fine alla decennale guerra per il controllo del mercato nazionale dell’energia elettrica: Edison va ad Edf, che significa lo Stato francese, Edpower a Iren e A2a, le due principali utility del Nord Italia.

Sembra passata un’era geologica dai tempi dell’Agac, quando i servizi si gestivano in casa. Iren è un colosso che si appresta a diventare anche un grande produttore nazionale di energia elettrica. Insieme alla lombarda A2a (nella partita potrebbe inserirsi anche Hera), infatti, Iren diventa la principale azionista di Edipower, dando vita al secondo polo energetico italiano, secondo solo a Enel. Si tratta di un’operazione che non è immune da rischi. Ed è giusto che i reggiani lo sappiano, dal momento che le decisioni passano sopra le loro teste anche se continuano a pagare la bolletta.

Bisogna dire innazitutto che il mercato dell’elettricità per la prima volta ha subito una flessione e non è detto che nei prossimi anni ci sarà un’inversione di tendenza. E, come scrive Giuseppe Oddo su Il sole 24 Ore, oggi gli unici impianti di Edipower che guadagnano sono quelli idroelettrici (tre centrali, in Valtellina, Friuli e Calabria); il resto (altre sei centrali, di cui quattro a ciclo combinato e due da rifare di sana pianta perché alimentate a olio combustibile e a carbone) quando non è fermo lavora al minimo della capacità produttiva.

Edipower si trova quindi ad agire in un contesto sfavorevole e non è detto che l’intera operazione porte dei vantaggi effettivi: da queste parti ne abbiamo avuti diversi di esempi di grandi fusioni che sulla carta avrebbero dovuto portare fiumi di denaro ma che in realtà si sono rivelate dei flop clamorosi.

Mentre gli analisti prmuovono l’acquisizione e i titoli in Borsa decollano (Iren sale del 2,03% a 0,73 euro), un’altro rischio si profila all’orizzonte: A2A e Iren  potrebbero essere costrette a ridurre il dividendo 2011, a seguito delle minusvalenze legate alla cessione della quota in Edison. A trovarsi con meno soldi a disposizione sarebbero i comuni azionisti. A rilevarlo è uno studio di Kepler Reaserch: per Iren la perdita potenziale è di 140 milioni, ma la società non ha molte riserve a disposizione, pertanto la stima da destinare al dividendo è pari a 100 milioni. In pratica la cedola potrebbe passare a 7,8 centesimi da 8,5 del 2010.