HomeAttualitàRisarciti sì, ma quanto? Domanda (Unieco e Coopsette) incombente sul convegno delle coop edili

Risarciti sì, ma quanto? Domanda (Unieco e Coopsette) incombente sul convegno delle coop edili

I soci prestatori di Coopsette e Unieco riavranno indietro parte dei loro risparmi andati in fumo nel crack delle due cooperative: ma a quanto ammonterà la cifra? E’ questo il nodo da sciogliere per le coop di casa nostra. Pare certo che diversi colossi (ad esempio Conad) non abbiano intenzione di partecipare all’operazione – risarcimento, mentre anche chi vorrebbe impegnare risorse preferirebbe aspettare che la procedura di fallimento definisca le percentuali di indennizzo del prestito soci in autonomia. Un esempio di pura teoria: se dalla liquidazione di Coopsette il commissario riuscisse a recuperare il 10% del prestito andato in fumo, le coop interverrebbero con il 30% per arrivare alla soglia del 40% garantito in altri casi. Insomma, nessuno vorrebbe metterci i soldi prima che questo quadro fosse definito.

Federconsumatori, oggi ospite di un convegno organizzato da Fillea Cgil alle Fiere di via Filangieri (Cooperazione Costruzioni e Legno, quali prospettive?), ha idee diverse: si teme che i prestatori Unieco e Coopsette restino a bocca completamente asciutta. L’associazione di consumatori, che ha proposto una legge per il risarcimento dei soci prestatori rimasti senza i loro risparmi dopo il crack delle due coop, annuncia azioni di protesta in caso di un no agli indennizzi. “Abbiamo solo notizie informali – ha detto il segretario di Federconsumatori Reggio Emilia – dall’interno del movimento cooperativo. Sappiamo che stanno ragionando anche loro di un fondo di risarcimento per il prestito sociale che ha caratteristiche diverse da quelle che abbiamo proposto noi. E soprattutto sappiamo che il movimento cooperativo non sta pensando ad una fase transitoria per un fondo che vada a risarcire chi il prestito lo ha già perduto nei fallimenti avvenuti. Questo è un limite grossolano rispetto al quale come Federconsumatori di Reggio abbiamo già convocato per il 23 settembre una assemblea generale dei soci prestatori e sovventori per decidere se accetteremo quello che verrà proposto da Legacoop e Governo o se inizieremo un autunno di iniziative di lotta”.

Giovanni Monti, presidente di Legacoop Emilia Romagna, ha affermato: “Siamo di fronte anche a realtà che hanno tenuto, come Cmc e Cmb. A Reggio c’è Sicrea che sta ripartendo e consolidandosi anche come ricavi. Intorno ad essa sul territorio si possono creare nuovi poli di aggregazione nel settore edile”.

La solidarietà già fatta è nota – ha detto Monti – abbiamo già messo sul piatto 100 milioni di euro in solidarietà per il credito delle coop che sono fallite. Dobbiamo fare un ulteriore sforzo rispetto a Unieco e Coopsette ed altre realtà del territorio piacentino e anche altrove. Stiamo discutendo con le nostre cooperative per vedere la dimensione dell’intervento.

Al convegno era ospite anche il segretario generale della Cgil Susanna Camusso, che ha detto: “Il settore dell’edilizia riparte se ripartono gli investimenti e se ripartono gli investimenti pubblici. Tanti annunci non hanno determinato che poi partissero concretamente le opere e i cantieri. Continuiamo a registrare dei leggerissimi miglioramenti nel settore dell’edilizia, che non compensano il fatto che con la crisi è crollato metà del sistema a livello nazionale. Poi sta alle imprese private dare delle risposte, ad esempio su come agisce sul mercato internazionale”.

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