HomeAttualitàBoorea e Banca d’Italia: processo (mancato) alla Finanza

Boorea e Banca d’Italia: processo (mancato) alla Finanza

Processo (mancato) alla FinanzaL’occasione era più che ghiotta e l’ospite del tutto illustre e competente. Decisamente dentro il problema. L’altra sera in università, per il ciclo di approfondimenti sull’attualità di Boorea, era infatti tornato a Reggio il Direttore generale della Banca d’Italia, Salvatore Rossi. A presentare il suo ultimo lavoro scritto, “Processo alla finanza” appunto, edizioni Laterza, agile quanto approfondito e divulgativo volumetto su quella che, alla luce degli ultimi avvenimenti planetari, appare un pluri-indagato ripetutamente colto in flagranza di reato.

Occasione sfumata però, almeno da un punto di vista dei meccanismi processuali, qui in veste di escamotage retorico per dare ancor più interesse al dibattito, specie perché l’intervistatore Massimiliano Panarari chiamato a movimentare una situazione già di per sé assai vivace, si è più che altro speso a cercare il “complimento oggetto” in grado di mettere a proprio agio il Direttore invece di pungolarlo sulla miriade di questioni più che mai aperte. Dal capitalismo familiare italiano all’euro, dal patto di stabilità al taglio del costo del denaro fino al ruolo delle banche nell’eventuale ripresa, al “cappio” del 3% deficit-pil da non sforare per il diktat europeo.

Processo (mancato) alla FinanzaEppure Salvatore Rossi è di suo piuttosto incline alle situazioni difficili e in genere risponde con invidiabile dialettica anche alle provocazioni più forti. Ciò detto, Rossi è comunque riuscito a tenere una piccola lezione sul significato della Finanza, dal denaro al credito all’assicurazione, dal nesso rischio-rendimento al concetto di tempo e spazio all’origine degli investimenti. Senza avere però la possibilità di attualizzare i capitoli del suo intervento. Un invito su tutto, nell’intervento di Rossi: la necessità di spostare maggiormente l’asticella finanziaria sul rispetto delle regole. Qualche malumore finale dal pubblico impossibilitato a fare domande per la brevità della permanenza reggiana di Rossi. Insomma un processo parzialmente mancato in assenza di un vero pubblico ministero e per ipergarantismo procedurale nonostante la presenza di un testimone oculare di primo piano come il nostro. Nell’ambito comunque di un cartellone di iniziative interessanti come quelle di Boorea e che meriterebbero più attenzione da parte dei media.

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