HomeAttualitàRenzi-show, dieci pillole dal “vangelo” secondo Matteo

Renzi-show, dieci pillole dal “vangelo” secondo Matteo

Il premier ha fatto il pienone duettando con Mentana in una lunga intervista sul palco della Riserva rosa alla festa regionale Pd sul Secchia (stesso affollamento, in contemporanea, ad ascoltare l’orchestra di liscio all’area Arena, dove il Matteo nazionale, da debuttante, radunò migliaia di persone nel 2013).

Renzi, in Emilia per portare il “verbo” del governo alle feste dell’Unità, ieri sera ha spiegato le ragioni del Sì al referendum d’autunno (“ho sbagliato a personalizzarlo”), ha criticato l’atteggiamento dell’opposizione interna al partito (“basta polemiche, tanto non ci fermeranno”) e ha detto che se passa la riforma si risparmieranno 500 milioni (“che destineremo alla lotta contro la povertà”).

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RENZIPENSIERO: PICCOLA COMPILATION DAL PALCO DI VILLALUNGA

1) AUTOCRITICA E REFERENDUM. «Ho sbagliato a personalizzare troppo il referendum, questa non è una battaglia di uno. Anche perché questa riforma arriva da Giorgio Napolitano. L’Italia che dice sì è quella che dice sì alle riforme ed è l’Italia dell’orgoglio. Non va bene un’Italia che dice: “Ci penso”. Il Pd non deve snaturare la propria forza e diventare un club culturale che dice “non lo so”: questo non mi sta bene».

2) COSTI, POSTI, POVERTA’ E GRILLINI. «Se passa la riforma risparmiamo 500 milioni. Questi soldi li destineremo alla lotta alla povertà, perché sono per i nostri concittadini che non ce la fanno. Abbiamo il sistema politico più costoso del mondo (alcuni gridavano “Roma ladrona”, ma ci si son trovati bene e ci vogliono restare), come si fa a votare No? Se si dice No rimane tutto come adesso: vi tenete 945 parlamentari, vi tenete i parlamentari più pagati di Occidente. Poi nessuno si può permettere di alzare la manina e dire: voglio ridurre i costi della politica».

pannocchia3) OPPOSIZIONE INTERNA. «Se la minoranza, dopo aver votato la riforma, ora vuole fermarsi e farci perdere, se lo tolga dalla testa. Noi andiamo avanti. Abbiamo già 3mila comitati per il Sì, sono convinto che voteranno come noi anche tanti grillini. Per chi vuole cambiare politica e strategia del Pd c’è solo una strada, quella del congresso: Che si fa una volta ogni quattro anni, non quattro volte al giorno con polemiche sui giornali e nei talk show».

4) D’ALEMA. «Se avesse dedicato un decimo dell’impegno che ha messo a combattere Prodi e Veltroni non avremmo avuto Berlusconi al governo per vent’anni».

5) SALVINI ED EUROPA. «Se qualche parlamentare europeo, invece di stare in televisione tutti i giorni, andasse a lavorare in Europa, sarebbe meglio. Ogni riferimento a chi si chiama Matteo è casuale». Troppo spesso siamo andati in Europa a prendere i compiti da fare. C’è bisogno di dare una scossa all’Europa, non può essere solo l’Europa delle banche, ma deve esserlo anche dei diritti e della cultura. C’è bisogno di un’Europa sociale e bisogna che l’Italia sia forte. Dobbiamo difendere la nostra identità, non è una parolaccia e non è di destra».

6) IMMIGRAZIONE. «Noi abbiamo circa centomila immigrati che sono arrivati. La Germania, lo scorso anno, ne ha presi un milione e 100mila. Io difendo il dovere di andare a salvare delle vite umane. Quando una donna rischia di affogare, noi andiamo e la salviamo. Questa è l’Italia, ma non possiamo prenderli tutti noi. Però la frase “aiutiamoli a casa loro” è giusta. Fare gli investimenti in Africa è sacrosanto. Quelli che avevano la camicia verde ci portavano i diamanti in Africa e noi invece facciamo gli accordi di cooperazione internazionale».

renzi a villalunga7) PATTO DEL NAZARENO. «Con Berlusconi ho fatto un patto che lui si è rimangiato. Altri volevano lasciargli scegliere il capo dello Stato all’interno di una terna. Noi abbiamo eletto Mattarella. È lui che si è chiamato fuori. Smettiamola di farci ossessionare la vita da Silvio Berlusconi, l’ho detto tre anni fa. Di lì a pochi mesi siamo andati al 40%, perché smettendo di demonizzarlo lo abbiamo portato a fare l’opposizione».

8) NOMINE RAI. «Il punto è che nel momento delle scelte, se si cambia, viene naturale dare la colpa a Renzi. Anche uno che mi sta simpatico, quello con il fiocchetto, Mercalli, ma che gli ho fatto. La Berlinguer a me piace molto, è una grande professionista, se dopo 7 anni la Rai invece che il direttore le fa fare tutti i giorni un programma con Santoro, ah, grande epurazione!, e hanno pure un paio di seconde serate. Sulle nomine non ho messo bocca, sfido chiunque a sostenere il contrario. Questa roba, poi, interessa solo gli addetti ai lavori: ai giornalisti e ai politici».

9) CONTI IN TASCA. «In banca ho 30 mila euro, guadagno più o meno come quando facevo il sindaco».

10) Chiudiamo segnalando l’ultima polemica – di queste ore – interna al partito. Il manifesto pubblicato su Twitter dal tesoriere del partito, Francesco Bonifazi, scatena una nuova ondata di critiche dei “bersaniani”, che da tempo chiedono “piena cittadinanza” anche per le ragioni del No. Nico Stumpo: “È innegabile che la posizione del Pd sia per il Sì, ma è altrettanto innegabile che c’è tanta parte del Pd che non ha esattamente questa posizione. Forzare sulle feste è un po’ come escludere un pezzo della nostra storia. Si può fare politica senza essere sguaiati”. E Miguel Gotor: “Si schiaffeggiano centinaia di migliaia di nostri elettori che vorrebbero seguitare a votarci alle politiche anche dopo avere scelto il No al referendum e invece si sentono messi alla porta. Forse si pensa di sostituirli con le masse di elettori di Verdini e di Alfano. La sconfitta delle amministrative non ha insegnato nulla?”.

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