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Parte il restauro delle porte della Cattedrale

Farri_Duomo-1977aL’8 dicembre prossimo, 50° anniversario della conclusione del Concilio Vaticano II, papa Francesco aprirà la Porta Santa della basilica Vaticana, inaugurando solennemente un Giubileo Straordinario. Lo stesso pontefice ha voluto questo “tempo di grazia” per celebrare la Misericordia di Dio, che la Chiesa è chiamata a dispensare all’Umanità. Tra le peculiarità di questo evento eccezionale: l’apertura il 13 dicembre di una Porta Santa in ciascuna cattedrale del mondo, perché il Giubileo sia celebrato, oltre che a Roma, in tutte le diocesi.

È in questa prospettiva, in continuità con il progetto di restauro complessivo del duomo cittadino, si è intrapreso un restauro scientifico delle porte della cattedrale.

Poco dicono i documenti archivistici sulle antiche porte della maggiore chiesa reggiana. Si trattava, verosimilmente, di portoni lignei nel tempo sostituiti per deperimento fisiologico dei materiali o per le mutate dimensioni degli accessi. Le testimonianze documentarie ricordano che nel 1619 furono realizzate delle porte su disegno del canonico Paolo Messori (progettista delle cupole del duomo e della chiesa cittadina di s. Pietro). Le attuali serrande in legno con ornati in ottone si resero necessarie a seguito dell’abbassamento del pavimento della chiesa e il rifacimento del sagrato della cattedrale nel 1885. Autore materiale delle porte fu il falegname reggiano Fedele Boni che le realizzò nel 1888, riciclando legno antico, forse quello delle porte seicentesche. Il Boni – che è autore anche del restauro del prezioso coro della basilica di s. Prospero – era evidentemente considerato un ebanista di grande livello, tanto che alla sua morte avrà il privilegio della sepoltura in duomo, come ricorda una lapide sul pilastro della navata sud, presso le scale di accesso al presbiterio.

Le porte della cattedrale si caratterizzavano originariamente per una colorazione scura ottenuta con materiali coprenti (biacca di piombo) che, proteggendo il legno dagli agenti atmosferici, lo nobilitavano, conferendo ai portali un aspetto metallico, come di bronzo.

Il restauro del 1988 – non cogliendo le ragioni della vernice protettiva – li portò a noce, innescando un processo di evidente degrado materico dei pregevoli manufatti.

L’intervento di ripristino in atto, pianificato nell’ambito del restauro generale della cattedrale, mira a ricreare l’effetto bronzato della superficie delle porte con l’uso del biossido di Titanio (bianco di titanio) combinato con pigmenti naturali dispersi in olio di lino cotto ed essenza di trementina. Al di là dell’effetto estetico, tuttavia, la pellicola nobilitante proteggerà il legno da pioggia, gelo, e soprattutto dai raggi solari che tendono a inaridire le fibre legnose.

L’operazione è eseguita dal laboratorio “Il Restauro” di Ilenia Nicoli, specializzata in recupero dei materiali lignei, sotto la direzione dell’arch. Mauro Severi supportato dall’arch. Giancarlo Grassi, sulla base di un progetto scientifico approvato dalla competente Soprintendenza ai Beni artistici e al Paesaggio.

CREDEM ha fatto suo il progetto con un impegno economico che oltre a coprire i costi del restauro delle porte, consentirà di offrire a pellegrini e visitatori della cattedrale un sussidio che illustrerà l’arciedificio nelle sue valenze teologiche ed ecclesiologiche, architettoniche, storiche e artistiche.

Ultimo commento

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    L’archietto severi vince a mani basse il premio ipomodoro dell’anno.
    ho usato il termine pomodoro ma forse non sarebbe quello giusto.