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Parla Capelli
“Il Campovolo è dei reggiani,
non della Warner Bros”

Andrea Capelli

“Il Campovolo è dei reggiani, non di Maioli e Salzano” aveva scritto sulla sua pagina Facebook il consigliere comunale del Pd Andrea Capelli all’indomani della conferenza stampa con la quale l’assessore Mimmo Spadoni aveva lanciato l’idea della grande arena spettacoli 24 ore dopo il concerto di beneficenza Italia loves Emilia. Era il 26 settembre e Spadoni aveva appena finito di presentare il progetto insieme a insieme a Ferdinando Salzano, amministratore delegato di Friends&Partners (l’agenzia che ha organizzato l’evento), e al manager di Ligabue Claudio Maioli. Una conferenza stampa che si è trasformata in un vero e proprio caso politico, tra i malumori di alcuni assessori del tutto ignari dei piani di Spadoni e la polemica sollevata nei giorni scorsi dal capogruppo del Movimento 5 Stelle Matteo Olivieri. Nel frattempo Capelli non ha cambiato idea: “Il Campovolo è dei reggiani, non deve essere svenduto a un oligopolio di produttori musicali e organizzatori di eventi”.

Sta dicendo che il progetto dell’arena spettacoli è da buttare?

No. Non solo Reggio, ma tutta Italia ha dimostrato di avere voglia e bisogno di una bella area attrezzata. Però bisogna riflettere attentamente sui costi che graveranno sulla città perché per sostenere un progetto di tali dimensioni devono essere impiegate risorse umane ed economiche. Non ci sono solo le spese a carico del privato, anche se che in questo caso si tratta di soggetti con le spalle robuste.

E’ stato lei a dire che il Campovolo è dei reggiani, non di Maioli e Salzano. Qualcuno però i soldi li deve tirare fuori.

Ribadisco: il Campovolo è dei reggiani. Il brand Campovolo è stato lanciato da Ligabue, ma è un patrimonio che appartiene alla città. Pretendo che in una trattativa tra pubblico e privato ci sia massima trasparenza e venga tutelato il bene comune, non l’interesse di una lobby di produttori musicali e organizzatori di eventi. Stiamo parlando di giganti come la Warner Bros, che ha una quota di Friends&Partners. Ecco, il Campovolo non deve essere svenduto, ma deve restare patrimonio della città. E’ bene che queste cose vengano chiarite adesso che non è ancora iniziato l’iter amministrativo e non c’è nulla di scritto.

Italia loves Emilia è stato un grande evento a favore dei terremotati. Cosa c’entra la beneficenza con il business?

Anche questo sarebbe un aspetto da chiarire. Se parliamo di beneficenza io esigo la massima trasparenza. Mi sarei aspettato che il giorno dopo il concerto – per il quale ho fatto il volontario – venisse reso pubblico l’incasso complessivo, compreso il ricavato di bar, stand e parcheggi. Non mi risulta che ciò sia stato fatto. E perché gli artisti non hanno devoluto in beneficenza anche i diritti Siae? Si sono giustificati dicendo che ciò non sarebbe stato possibile per questioni legali, ma chi vieta di devolvere in beneficenza le royalties una volta incassate?

Olivieri le ha chiesto di convocare in Commissione cultura il manager dello spettacolo Roberto Meglioli, che aveva già proposto un progetto analogo. Lo farà?

Convocherò la commissione come mi ha chiesto Olivieri, ma non per incontrare partner privati. Ci saranno invece i dirigenti del Comune che ci informeranno sullo stato delle cose. Non ho nessun pregiudizio su Meglioli, che è uno stimato professionista, ma se ha delle idee deve farsi avanti e sono certo sarà ascoltato.

Ultimi commenti

  • Poi non sanno più dove parcheggiare per andare alla festa dell’umido?!

    Un altro tipico esempio di veto player prettamente italico che sfoggia frasi sciocche del tipo “il campovolo è dei reggiani” per camuffare la sua totale inadeguatezza nel campo degli affari.

    Non sarebbe meglio un’organizzazione privata che lo sappia valorizzare, piuttosto che una coperativa facente capo al comune con concerti di estrazione centro sociale, animati da balli cosacchi?

    Per piacere Capelli, lascia stare.

  • Invece Capelli dice cose sensate. Non è stato un bello spettacolo vedere l’annunco in pompa magna del progetto subito dopo un concerto di “beneficenza”. E poi vogliamo lasciare il campovolo al manager di Ligabue? Sarebbe questa la qualità? Viva Meglioli che almeno ha portato a Regio gli U2 e i Deep Purple