HomeAttualitàOnorevoli secchioni: le pagelle sull’attivismo parlamentare di deputati e senatori

Onorevoli secchioni: le pagelle sull’attivismo parlamentare di deputati e senatori

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A volerla leggere in chiave campanilistica, si potrebbe dire che Parma batte Reggio. Il senatore parmigiano Giorgio Pagliari del Pd è il parlamentare più produttivo della diciassettesima legislatura, primo di tutti i deputati e i senatori.
E’ quanto emerge dalla classifica stilata dall’associazione OpenPolis nell’ambito del progetto OpenParlamento, che tiene conto di diversi fattori dell’attività parlamentare, come il numero di presenze in aula, di votazioni espresse e di atti presentati, discussi e approvati, oltre agli interventi e alle interrogazioni. Il parlamentare ducale del Pd, in particolare, ha ottenuto un indice di produttività pari a 1127,8. Nello specifico Pagliari ha un indice di presenza alle votazioni del 97,41% ed ha votato 16.655 atti su un totale di 17.466.

A livello regionale tra i deputati il più attivo è Gianluca Pini della Lega Nord che, con un indice di produttività di 901,9, conquista anche il secondo posto tra i 630 eletti a Montecitorio. Dietro Pini, ci sono Donata Lenzi (Pd), Giovanni Paglia (Sinistra Italiana) e il reggiano Maino Marchi del Pd. Il deputato correggese risulta essere il più “secchione” tra i reggiani eletti alla Camera.
Vediamo i dati nel dettaglio. Per quel che riguarda Montecitorio, nella pattuglia reggiana, arriva primo – come dicevamo – Maino Marchi con un indice di produttività del 474,8 e si piazza 43emo posto tra i 630 eletti. Il suo indice di presenza alle votazioni è del 93,85%. Tra le curiosità: ha votato solo 11 volte (0.05% sul totale dei voti) diversamente dal proprio gruppo parlamentare, i cosiddetti voti ribelli.
Va precisato che l’indice di produttività non prende in considerazione il lavoro, anche rilevante, che alcuni parlamentari svolgono per gli incarichi necessari al funzionamento della macchina politica e amministrativa del Parlamento come commissioni, gruppi, comitati, giunte, collegi e uffici di Camera e Senato.

Per restare a Montecitorio, la dem Vanna Iori fa registrare un indice di produttività del 162,7 e un tasso di presenza alle votazioni del 83,22%. Per 152 volte ha votato diversamente dal proprio gruppo. Sempre in casa dem, Antonella Incerti raggiunge l’88,34% di presenze nelle votazioni con un indice di produttività di 123. Solo in 49 casi ha votato in modo difforme dal suo partito. Poi c’è l’onorevole Paolo Gandolfi con un indice di produttività del 176,4 e una percentuale di presenza dell’82,11%. Con 154 voti “ribelli” è il parlamentare reggiano che si è discostato più volte dalla linea del gruppo Pd. Tra i reggiani a Montecitorio c’è anche l’onorevole dei 5 Stelle Maria Edera Spadoni che si piazza al 127mo posto nella classifica nazionale con un tasso di produttività del 295,2 e una percentuale di presenze del 71,42%.

Al Senato la gara è a due: tra la dem Leana Pignedoli e la senatrice del gruppo Misto, Maria Mussini.
La Pignedoli fa registrare un tasso di presenze alle votazioni del 96,96% e un indice di produttività di 182,4. Per lei c’è il 147mo posto nella classifica nazionale su 315 senatori. Meglio di lei fa la collega del gruppo Misto che si piazza al 134mo posto. Il tasso di presenza, in questo caso, è del 77,77%.

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