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Olivieri rompe il silenzio
Iren-Edipower, “colossale fallimento di Delrio”

A Reggio uno strano silenzio ha accompagnato l’acquisizione del colosso energetico Edipower da parte di Iren e dell’utility lombarda A2A. Acquisizione che si è concretizzata nei giorni scorsi dopo settimane di serrate trattative tra i due principali soci sul modello di business e sulla governance.

Da due mesi questo quotidiano dà conto di un’operazione  ad altissimo rischio, che potrebbe costare molto cara a Iren su cui grava già un debito di 2,6 miliardi di euro. Al momento l’unico che ha rotto il silenzio surreale della politica reggiana è Matteo Olivieri, capogruppo comunale del Movimento 5 Stelle che parla di “fallimento totale della più importante operazione degli 8 anni di governo Delrio”.

Matteo Olivieri

“Al 30 settembre 2011 – attacca Olivieri – il debito della società Iren era attestato a 2,6 miliardi di euro. Da questa cifra sono scomputati i 250 milioni di euro che il Comune di Torino deve ad Iren in base a bollette non pagate nell’epoca Chiamparino (fonte: Corriere della Sera, 17 gennaio 2012). La partita per il controllo Edipower ha portato in pancia 225 milioni di euro di debito (il 20,5% di 1,1 miliardi di debito di Edipower), mentre l’impegno finanziario per chiudere sul controllo della stessa Edipower  ammonta in teoria a 164 milioni (il 20,5% di 800 milioni per acquisire Edipower). I mercati hanno sospeso il giudizio su Iren, in attesa di capire a quanto si consoliderà il debito (fonte: Il Sole 24 ore, 12 gennaio 2012). Siamo ad  almeno 3 miliardi e 200 milioni di rosso“.

Si tratta di cifre da capogiro, una montagna di debiti che rischiano di mettere in ginocchio la multiutility. Da tempo, inoltre, circolano voci su una richiesta di possibile prestito obbligazionario da parte di Iren. Lo stesso Olivieri ha chiesto di avere una copia delle valutazioni di agenzie di rating in merito ad un possibile prestito. Il direttore generale di Iren Viero ha negato l’intenzione di ricorrere a prestiti obbligazionari. “Ma – ha afferma l’esponente grillino – non ha risposto sul fatto che siano state commissionate e svolte delle valutazioni da parte di agenzie di rating sullo stato di salute di Iren”.

“Dimezzano gli utili, – continua Olivieri – dopo anni in cui gli azionisti pubblici hanno spremuto la società come un limone, contribuendo a polverizzare il più importante patrimonio dei reggiani, l’ex Agac ora Iren. Questi i dati iscritti a Bilancio, dove Iren fa la parte del leone. L’operazione di cessione di azioni Iren ad Fcr doveva essere coperta proprio dagli utili conseguenti, finita la festa, saltata l’operazione. Riteniamo che sia concreta la possibilità che già dal 2012, o al massimo dal 2013, non siano distribuiti utili“. Si tratta di una valutazione che trova riscontro in una recente intervista al Sole 24 Ore del presidente di Iren Roberto Bazzano.

I debiti del gigante A2A fanno paura, gli investimenti sono fermi, come dimostra il caso del rigassificatore di di Livorno che doveva essere concluso in queste settimane ma non sarà pronto prima del settembre 2013, le promesse di grandi risparmi per gli utenti sono state smentite clamorosamente da bollette sempre più care. Delrio disse:  “Con Iren acquisteremo il metano a minor prezzo”. I costi del teleriscaldamento per le famiglie reggiane si sono alzati dall’11 al 15% in 10 mesi nel 2011.

“Si ripete la solita operazione – conclude Olivieri si quota qualcosa di più grande in Borsa per diluirci dentro il debito delle singole parti, con roboanti annunci dei sindaci. Poi, quando i nodi vengono al pettine, i debiti aumentano, i dividendi scompaiono, le azioni crollano”.

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  • bene, vedremo gli effetti sulle nostre bollette ahimè