HomeAttualitàUrne in odor di mafia: la Dda apre un’inchiesta sui presunti brogli

Urne in odor di mafia: la Dda apre un’inchiesta sui presunti brogli

elezioni-comunali-2014Circostanze inquietanti, strane coincidenze, nomi che si ripetono. E sempre più ombre si allungano sulle elezioni amministrative. Ora c’è un’indagine dell’Antimafia: le carte sono passate dalla procura di Reggio a Bologna perché gli inquirenti sospettano che dietro quanto accaduto al seggio 7 (Viale Monte Grappa) ci sia la criminalità organizzata. Una svolta non da poco, considerando che il presunto broglio sarebbe stato messo in atto a favore di due candidati del Pd: una trentina di schede segnate con la stessa calligrafia con i nomi del consiglierie comunale calabrese Salvatore Scarpino e Teresa Rivetti, moglie di Carmine De Lucia, già consigliere comunale prima del Laboratorio Baldi poi del Pd. Presidente di seggio un altro calabrese, Pietro Drammis. Sia la Rivetti che Scarpino si dichiarano parti lese.

Nel frattempo, però, sul seggio 7 sono puntati gli occhi dei magistrati dell’Antimafia che ipotizzano un collegamento con la lettera anonima spedita a Luca Vecchi prima delle elezioni.

“Le inchieste della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna sui brogli sulle preferenze denunciati in due sezioni di Reggio Emilia dal Movimento 5 Stelle, confermano la serietà degli esposti presentati dalla parlamentare Maria Edera Spadoni (M5S), dei nostri rappresentanti di lista e neo consigliere comunali Alessandra Guatteri e Paola Soragni”. A dirlo è Luigi Gaetti (M5s), vicepresidente della Commissione Antimafia: “E’ da fine gennaio che su proposta della parlamentare reggiana Maria Edera Spadoni ho richiesto alla presidente della Commissione Antimafia Bindi e all’ufficio di presidenza della Commissione stessa di organizzare una seduta straordinaria a Reggio Emilia,  Modena e Parma. La richiesta di organizzare un incontro a Reggio Emilia è stata avanzata  dal sottoscritto anche all’interno dalla  sotto-Commissione sulle infiltrazioni mafiose al Nord”.

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