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Non perdiamo questo treno

Non perdiamo questo trenoIl 9 giugno si fermerà il primo treno nella stazione Mediopadana di Reggio. Si tratta di una data storica per la città, giunta dopo anni di ritardi, polemiche, promesse disattese. Ora che la grande opera di Calatrava è quasi completa e si appresta a entrare in funzione, la scommessa è creare un vero snodo per il traffico ferroviario e non un fantasma in mezzo alla pianura padana. Perché se la Mediopadana è realtà, mancano ancora tante infrastrutture che al funzionamento della stazione sono indispensabili. Risale a due anni fa una ricerca degli Industriali che indicava una serie di opere necessarie, molte delle quali oggi non hanno ancora visto la luce o non sono nemmeno in agenda. “Per quel che riguarda le infrastrutture – aveva detto il presidente Landi – qualche cosa, evidentemente, non ha funzionato in maniera adeguata. La governance delle infrastrutture è un processo che coinvolge una pluralità di enti. Ciascuno di questi soggetti si è occupato della stazione mediopadana, ma lo ha fatto, sulla base delle proprie competenze, senza quel coordinamento indispensabile per determinare la visione d’insieme che una opera come questa comporta”.

In questo quadro sono degni di nota i dati sul bacino potenziale analizzati da Prometeia: un bacino che abbraccia 14 province e in termini di popolazione passa da 525 mila residenti in provincia di Reggio Emilia (31.12.2009) a 1.655 mila, con un incremento del 315%. Tutte persone che hanno la necessità di raggiungere la stazione in tempi se non brevi quantomeno ragionevoli. Per questo servono strade, mezzi pubblici, collegamenti ferroviari.

Si tratta di una questione che si porrà dopo l’entrata in funzione della stazione, soprattutto se entrerà subito a regime. E non ha torto Simone Montermini (Scelta civica) quando afferma che l’amministrazione Comunale e tutto il sistema degli enti locali non hanno mai riconosciuto la nuova stazione come priorità strategica. Al contrario, erano in tanti a sperare che tutto il progetto rimanesse solo un pregevole tratto di penna dell’architetto Calatrava. Lo stesso Delrio due anni fa  aveva detto con un sorriso quello che erano in tanti a pensare: “Purtroppo la stazione Mediopadana si farà”.

“La realtà amara – scrive Montermini – è che purtroppo l’intero sistema degli enti locali non ha riconosciuto mai veramente la TAV e la nuova Stazione Mediopadana come “la priorità”. Non il Comune, non la Provincia, non la Regione. Non solo non sono state predisposte in tutti questi anni le opere infrastrutturali di collegamenti e di servizio per la nuova stazione, garantendone subito l’integrazione al sistema urbano e la facile accessibilità. Ma non è stato fatto nemmeno un piano di comunicazione forte , che faccia diventare la Mediopadana patrimonio di conoscenza collettivo. E soprattutto – non è stato fatto un lavoro ‘politico’ di rete con le altre città del bacino (Parma, Piacenza, Mantova, Cremona, Modena) che oggi non si sentono protagoniste ed alleate, ma si sentono depredate di qualcosa che poteva essere loro (o peggio ancora indifferenti), indebolendo la posizione reggiana. L’occasione dell’inaugurazione non può essere solo un momento celebrativo. Ma deve diventare occasione per rilanciare queste riflessioni e intraprendere un’azione politica propositiva su questi temi”.

Giusto, perché questo treno non possiamo permetterci di perderlo.

 

 

Ultimi commenti

  • Sono costretto dal partito ad ammiccare a Fangareggi ma vi preferisco…non perderò anche questo vostro treno

  • Magari PROVINCE si scrive senza I. Magari eh…

  • Tutto interessantissimo, ma: quanto costa un Reggio-Roma andata e ritorno ?