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Marketing e musica/2
Sorpresa: presentato il progetto
per l’arena del Campovolo

Non sono passati nemmeno tre giorni dal gran concerto e c’è già un progetto per costruire una grande arena al Campovolo. La verità è che tutto era già scritto da tempo – lo stesso manager di Ligabue, Claudio Maioli ha dichiarato che sono in corso colloqui con l’amministrazione da due anni – e che Italia Loves Emilia, al di là delle finalità benefiche, è stata una riuscitissima operazione di marketing. Campovolo dunque è già un brand come ha detto oggi in conferenza stampa l’assessore ai Progetti speciali Mimmo Spadoni.

Un brand ma soprattutto un business. Prima di entrare nel merito del progetto occorre però fare un passo indietro, perché la storia di questa area è anche la storia di un grande fallimento. Lo sviluppo dell’aeroporto, inizialmente sostenuto dall’amministrazione, si è concluso con il ritiro dei soci privati, affondando così il piano di rilancio, che prevedeva fra l’altro, investimenti per 2,5 milioni di euro in cinque anni e 600 mila euro entro fine 2011. L’esito del forfait è stato un arbitrato che ha rimesso nelle mani dei soci pubblici – Provincia, Comune e Camera di Commercio – ai tutte le quote di AvioGestioni. L’idea dell’area concerti nasce dunque sulle ceneri di un fallimento. Questo dettaglio non può sfuggire ai diversi esponenti del Pd che da mesi sono intervenuti pubblicamente per sostenere il progetto, così come non può sfuggire l’enorme intreccio di interessi che ruota intorno al Campovolo finalmente libero dai vincoli dell’aeroporto (ci sarà ancora spazio per gli aerei perché i lavori non interesserebbero la pista, ma è evidente che la vocazione dell’intera area diventerebbe tutt’altra). Il fronte della maggioranza non sarebbe però così compatto: da registrare il twitt al veleno del consigliere comunale Andrea Capelli: “Il Campovolo è dei reggiani, non di Maioli”.

Italia Loves Emilia, quindi non è stato solo un grande evento di musica e solidarietà come è stato fatto apparire alla vigilia, ma rientra in una partita molto più grande. A intordurre la conferenza stampa di presentazione del progetto è stato Ferdinando Salzano, amministratore delegato di Friends&Partners, l’agenzia che ha organizzato il concerto e nella cui scuderia ci sono 9 dei 13 artisti che sono saliti sul palco del Campovolo. Già nel 2011, ben prima che la terra tremasse, il progetto era stato sottoposto all’amministrazione comunale da Maioli e Salzano.

“Io posso raccontare com’è nato tutto questo – ha detto Maioli – Dopo il primo concerto di Ligabue nel 2005, con problemi minimi, volevamo riprovare l’esperienza, positiva. Così abbiamo cominciato a ragionare sull’area in modo diverso, anche dal punto di vista tecnico. All’epoca stavamo ipotizzando un’arena spettacoli a Correggio, da tremila posti, ma dopo il concerto del 2011 abbiamo pensato a Reggio Emilia. Sabato scorso – ha aggiunto – è stata fatta una cosa emozionante e unica. Le dichiarazioni del sindaco Delrio dopo il concerto sono state la molla per ritirare fuori quel vecchio sogno a cui mancava solo la volontà politica, che ora pare esserci”.

Costo dell’operazione? Mistero. “Questo è un progetto di privati, per fondi e gestione, ma di interesse pubblico, e si procederà per convenzioni” si è limitato a dire l’assessore Spadoni. Intanto ci sarebbe già chi è interessato a costruire e a investire. “Ma al momento – ha detto Maioli – non possiamo fare nomi”.

g.m.

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