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Mammi: la battaglia continua

Alessio Mammi*

Questa mattina si è tenuta l’assemblea dei soci Iren, durante la quale la delegazione emiliana dei Sindaci ha portato avanti le proprie proposte in maniera convinta, tutte volte a migliorare l’azienda e a radicarla nel territorio per performarne gli assetti societari.

Esprimo soddisfazione per la nostra proposta di riduzione dei compensi dei sindaci revisori del 25%, che è passata. Sono invece dispiaciuto per le proposte che non sono state condivise nel voto dagli altri soci. Abbiamo fatto un’importante battaglia per l’abbassamento degli stipendi, delle indennità, e per l’eliminazione dei benefit del CdA,  per la riorganizzazione della società, volta a diminuire e semplificare nello specifico gli assetti societari.

Abbiamo inoltre richiesto un aumento dei dividendi che fosse un punto di equilibrio tra le proposte del CdA e quelle comunicate in prima battuta dall’azienda, ovvero 32milioni di euro, un segnale importante  per rendere appetibile per gli interessati l’acquisto delle azioni. Inoltre questa liquidità ci avrebbe aiutato a sostenere i servizi nei nostri comuni e gli appalti per le aziende locali: cioè sarebbero stati soldi di ritorno sui nostri territori. Una proposta che se avvallata non avrebbe assolutamente compromesso l’assetto della società, tanto è vero che la stessa era stata fatta in primis da un componente del CdA. Mi auguro che questa proposta che oggi non è passata, possa essere presa in considerazione in una futura assemblea dei soci, tramite l’erogazione di un dividendo straordinario.

Abbiamo inoltre votato contro la proposta del CdA sulle remunerazioni degli amministratori, perché non andava nella direzione da noi auspicata cioè quella di mettere un tetto massimo, e di diminuirle alla cifra individuata dal decreto Salva Italia varato dal governo Monti, vista la forte rilevanza pubblica di Iren e la situazione economica generale: infine abbiamo proposto di legare l’indennità degli stipendi ai risultati raggiunti. 

Numericamente su queste proposte il gruppo emiliano è andato sotto: ci tengo però a sottolineare che abbiamo preso più voti  questa mattina rispetto alle quote sociali che rappresentavamo, a testimonianza che vari soci privati hanno sposato nel voto le nostre proposte, che sappiamo trovano molto consenso anche tra i piccoli azionisti e nei territori.

Il voto determinante è stato quello di FSU, ed è la risultante di un dibattito in corso tra Torino e Genova: in questo mese intercorso tra le proposte del CdA e la votazione, abbiamo tentato di ottenere una condivisione all’interno del patto di sindacato che auspicavamo potesse arrivare favorevole.  E’ una battaglia sulla quale non intendiamo desistere e che proseguiremo nell’interesse di Iren e del territorio, con l’obiettivo di sviluppare un consenso ancora più ampio del patto di sindacato nei prossimi mesi da parte degli altri soci.

*Sindaco di Scandiano