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L’ostello civatiano
della gioventù

"Non possiamo non dirci civatiani"Non possono non dirsi civatiani. Ma non chiamateli bersaniani delusi e nemmeno minoranza critica. Perché loro, dicono, il congresso lo vogliono vincere sul serio. La presentazione di Politcamp, l’appuntamento reggiano di Prossima Italia organizzato dal neo-deputato lombardo del Pd Giuseppe “Pippo” Civati, dà un’idea di quello che accadrà nel corso della 3 giorni – 5, 6 e 7 luglio – nel chiostro dell’Ostello della Ghiara. L’atmosfera informale modello campeggio scout fa da cornice alla narrazione di un ritorno ad una politica “pura” che si inserisce nel solco della tradizione della sinistra italiana. E’ anche una questione di termini: ricambio generazionale prende il posto della rottamazione renziana, le larghe intese si chiamano persuasione e guardano a Sel e al Movimento 5 Stelle. Non è solo questione di linguaggio e stile. Anche nella sostanza, i civatiani tentano di marcare la differenza rispetto a Renzi e ciò che rappresenta anche se i confini della proposta politica restano ancora vagamente confusi.

Chi sono i civatiani reggiani? C’è Mirko Tutino, il giovane assessore provinciale all’Ambiente che dopo il tracollo dell’area bersaniana ha trovato nella corrente di Civati la naturale collocazione, ci sono Roberta Ibattici e Nico Giberti da Albinea, c’è Dario De Lucia, il responsabile Arena FestaReggio. Hanno alle spalle storie politiche diverse, ma sono tutti under 40. E stanno preparando a Civati la passerella che lo porterà, salvo sorprese (che in politica sono sempre possibili) alla candidatura alla segreteria del Pd. Nonostante l’ondata di conversioni al credo renziano che sta dilagando a Reggio, sono convinti di vincere in virtù di un semplice calcolo: il sindaco di Firenze alle primarie ha ottenuto il 38% dei voti, dunque resta un 62% da andare a prendere. Se la politica fosse un’equazione potremo dire che il nuovo Pd è nato all’Ostello della Ghiara.

Il programma

Venerdì 5
Si inizia alle 18 con Roberto Andò (regista di Viva la libertà) intervistato da Marcella Volpe.
Alle 19, Leonardo Esposito e Michele Orezzi (Udu) incontrano un rappresentante degli studenti turchi.
Cena al Chiostro e, dalle 21, Attenti al catoblepa, con Fabrizio Barca: intervengono Walter Tocci, Sandra Zampa e Andrea Ranieri, modera Paolo Cosseddu.

Sabato 6
Dalle 9,30 alle 18, nella sala interna, W-Hackathon: creazione collaborativa di un’app democratica.
Sempre alle 9,30, inizio eventi nel cortile del Chiostro, con il saluto del segretario cittadino del Pd, Luca Vecchi.
Dalle 10, Le leggi del cambiamento: Alessia Rotta introduce Antonio Decaro, Luca Pastorino, Gianluca Ruggieri, Salvatore Tesoriero e Mirko Tutino.
Pranzo al Chiostro e, dalle 14,30, Una più perfetta Unione (Europea), con Matteo Manfredini e Barbara Roffi (Pd di Bruxelles).
Dalle 15 alle 17, Speaker’s Corner (iscrizioni aperte al Chiostro).
Alle 17, Dino Amenduni (Proforma), Giovanni Diamanti (Quorum) e Francesco Tomba (Crispy) parlano di comunicazione, organizzazione e consenso, modera Paolo Sinigaglia (Politecnico di Milano).
Alle 18, Renato Soru e Juan Carlos De Martin (Politecnico di Torino – Centro Nexa) discutono di partecipazione e piattaforme digitali, interviene Raffaele Calabretta (Doparie). Fine del W-Hackathon e presentazione dell’app democratica.
Dalle 19,30 cena al Chiostro e concerto a seguire.

Domenica 7
Dalle 9,30: Elly Schlein racconta OccupyPd; seguono Davide Mattiello (Libera – Benvenuti in Italia) e Lucrezia Ricchiuti su legalità e lotta alle mafie; Marco Boschini (Comuni Virtuosi); Christian Caliandro (autore del libro Italia Revolution).
Alle 10,30, Rita Castellani e Filippo Taddei presentano due proposte su abbassamento delle tasse sul lavoro e reddito di cittadinanza, intervengono in coda Maria Pia Pizzolante e Diego Blasi (Tilt).
Alle 11,30, monologo di Paolo Nori ispirato a Noi la farem vendetta, per commemorare l’eccidio di Reggio Emilia del 7 luglio 1960.

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