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Lo strappo della Cgil
Sciopero contro la manovra, guerra tra sindacati

Mirto Bassoli

Lunedì doveva essere il giorno della pace sindacale: un fronte compatto contro la manovra d’emergenza varata dal Governo Monti. Così non sarà, almeno a Reggio, Modena Bologna e Ferrara dove la Cgil ha deciso di scendere in piazza da sola e di proclamare uno sciopero di 8 ore. Una scelta che non è piaciuta a Cisl e Uil che parlando di mancato rispetto dell’accordo raggiunto a Roma nei giorni scorsi tra i tre segretari confederali: 3 ore di sciopero unitario. Se i sindacati si sono trovati sostanzialmente d’accordo nel criticare la manovra – in particolare sul fronte delle pensioni – sembra insanabile la frattura che si è creata sulle relazioni industriali, i contratti collettivi e gli accordi separati della Fiat.

“E’ una scelta grave e incomprensibile – ha dichiarato la segretaria provinciale della Cisl Margherita Salvioli Mariani –. In un momento particolarmente difficile, come quello che sta attraversando l’Italia, era prioritario a qualsiasi altro interesse accogliere l’invito all’unità fatto ripetutamente dal presidente Napolitano. Le segreterie nazionali sono state capaci di assumersi questa responsabilità, pur sapendo che non stavamo toccando il punto più alto di unità sindacale, consapevoli però che, anche così, si costruisce coesione sociale. A Reggio fin da subito la Cgil ha creato le condizioni per non scioperare unitariamente, avendo già da martedì proclamato uno sciopero di 8 ore (e non di 4 come aveva deciso la Cgil nazionale) e soprattutto inglobando tra le motivazioni quelle dello sciopero previsto dalla Fiom. Credo sia una grande occasione persa per ricostruire un percorso comune, oltre che ad essere una grave mancanza rispetto a tutti i lavoratori e i pensionati che ci chiedono di affrontare questa crisi in modo unitario”.

Margherita Salvioli Mariani

Dalla Camera del Lavoro di via Roma arriva la replica immediata alla Salvioli: “Abbiamo motivato con esattezza, anche con la lettera di due giorni fa del Segretario regionale della Cgil, Vincenzo Colla, le ragioni per le quali non era più possibile –ne organizzativamente, ne politicamente- modificare la decisione assunta nella giornata di martedì, di indire da parte della Cgil 8 ore di sciopero con manifestazione provinciali in 4 territori dell’Emilia Romagna (Reggio Emilia, Bologna, Modena e Ferrara), oltre che in altre parti d’Italia, nonostante la decisione nazionale maturata solo nelle prime ore di mercoledì”.

“L’estensione a 8 ore, – si legge nella nota – dopo l’orientamento assunto da parte di numerose categorie, la scelta di fare manifestazioni e non solo presidi, oltre alla decisione da parte della Fiom, condivisa dalla Cgil, di anticipare al 12 dicembre lo sciopero calendarizzato nella giornata del 16 dicembre sulla vertenza in atto alla Fiat, rendeva impraticabile qualsiasi diversa decisione. Queste non significa, in alcun modo (anzi, vale in contrario), che la scelta operata in questi territori sia da intendere in contrasto con la decisione nazionale unitaria di indire le 3 ore di sciopero. L’essere arrivati a tale decisione e la condivisione di un pacchetto di emendamenti unitari alla manovra, costituisce un fatto importante, un primo passo verso la anche per noi auspicata ricerca di una nuova unità”.

Ultimi commenti

  • I numeri:

    4 ore = -0,25% del PIL annuo
    8 ore = -0,5% del PIL annuo

    Alla grandissima

  • certo! tanto poi alziamo le tasse per recuperare,poi facciamo un altro sciopero, così alziamo di nuovo le tasse facciamo un altro sciopero ….etc etc