HomeReggioEdipower, Iren rischia di perdere la guerra per la governance

Edipower, Iren rischia di perdere la guerra per la governance

Che l’operazione fosse complessa e ad alto rischio era cosa nota. La sorpresa riguarda i tempi: nemmeno un mese dopo l’accordo di Santo Stefano in Edipower vengono al pettine i primi nodi. Tra i due principali soci – la “nostra” Iren e la multiutility lombarda A2A è già guerra aperta sulla governance del colosso dell’energia. A2A vuole mantenere il bastone del comando e rivendica la guida operativa, forte del fatto che arriverà a detenere il 56% di Edipower (fonte Radiocor – Il Sole 24 Ore); Iren, secondo azionista con il 20,5%, non ci sta a fare la comparsa e oltre a piazzare il suo ad Roberto Garbati, chiede nero su bianco garanzie sulle decisioni strategiche.

Lo scontro si inserisce in un quadro particolarmente complesso e per certi versi ancora confuso: il piano industriale ancora non c’è, alcuni azionisti di Delmi (la spa che riusnisce i soci italiani) potrebbero lasciare e nel caso dovrebbero essere rimpiazzati con altri che assumano l’impegno di comprare Edipower (fissato in 800 milioni di euro) per evitare di ricorrere all’aumento di capitale; l’interno piano, insomma, si porta dietro debiti e tensioni.

In ogni guerra c’è sempre un vincitore e uno sconfitto. Con gli altri soci italiani in posizione defilata, restano sul campo A2A ed Iren. A2A ha una buona marginalità ma alla fine dell’operazione rischia di avere un indebitamento vicino ai 10mila miliardi di vecchie lire. E’ un gigante dai piedi di argilla che potrebbe però schiacciare Iren. Le debolezze del gruppo di via Nubi di Magellano non sono rappresentate solo dal debito netto, dai debiti a lungo termine (deve mettere a perdita nel bilancio almeno 200milioni di euro) e passività finanziarie correnti pari a 686 milioni, ma anche dal fatto che è sul mercato senza rating. Ad indebolire ulteriormente la posizione della multiutility al tavolo delle trattative sono le divisioni interne tra le componenti dell’azionariato.

I rispettivi vertici minimizzano e parlano di una normale fase di negoziato. In realtà si tratta della fase decisiva per definire il nuovo assetto del colosso dell’energia italiano. E lo scontro potrebbe essere appena cominciato.

Nessun commento

Siamo spiacenti, il modulo di commento è chiuso in questo momento.