HomeAttualitàVe lo diamo noi Calatrava: Spadoni e Catellani chiudono in bellezza

Ve lo diamo noi Calatrava: Spadoni e Catellani chiudono in bellezza

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Il primo manifesto, poi bocciato, di Fotografia europea…

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Donatella Prampolini “attacchina” volontaria di Fotografia europea

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Il pezzo forte dell’esposizione, la balena Valentina, qui parzialmente coperta da alcune “facce da museo”…

E’ una giornata da ricordare quella di oggi per gli assessori Mimmo Spadoni e Giovanni Catellani. Con l’inaugurazione della nona edizione di Fotografia Europea e dei civici musei firmati Italo Rota, si chiude simbolicamente una lunga stagione di politiche culturali i cui suddetti eventi rappresentano l’espressione più concreta, l’eredità di un decennio di amministrazione come erano state le Vele di Calatrava per Antonella Spaggiari. E se Fotografia Europea è giunta forse alla sua ultima edizione – d’altronde la manifestazione ha dato tutto quello che poteva in termini di pubblico e successo al di fuori del perimetro dell’esagono – i lavori di ristrutturazione dei Musei sono destinati a durare nel tempo, a restare per sempre patrimonio della città.

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Giovanni Catellani appoggiato alla fonte del suo sapere…

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Lindo Ferretti, qui in versione Mamuthones medievale, considerato da Spadoni come uno dei quattro Cavalieri dell’apocalisse

Oggi si chiude quindi un ciclo, una stagione in chiaroscuro. Di successi ma anche di errori, di grandi progetti e grandi incompiute. I civici musei rappresentano bene le contraddizioni che hanno segnato il decennio di Delrio. I lavori sono stati affidati all’archistar Italo Rota, che oggi ha partecipato alla visita in anteprima dedicata alla stampa. Un progetto contestato il suo, soprattutto dagli intellettuali, dalla Reggio colta, borghese e molto conservatrice. Ma anche un progetto difficilmente assimilabile, a causa dei celebri funghi che hanno provocato una mezza rivoluzione, con appelli, petizioni, lettere anonime. Alla fine ne è uscito un compromesso: funghi rimandati alle calende, progetto amputato della sua parte più di impatto.
Il progetto, ci mancherebbe, come dicono dal Comune ha consentito la creazione di nuovi spazi o l’adeguamento funzionale e la rilettura di spazi esistenti del Palazzo San Francesco, ora Palazzo dei Musei, il cui nucleo originale è la pregevole Collezione di storia naturale di Lazzaro Spallanzani qui collocata nel 1830 – migliorandone l’accessibilità, la fruibilità, la sicurezza, i servizi, l’offerta educativa e culturale, la dotazione tecnologica; valorizzando le pregevoli collezioni storico-scientifiche e artistiche ed accrescendo la qualità e il numero delle sezioni espositive. E poi ci consoliamo con un opening, evento inaugurale e di apertura al pubblico dei nuovi spazi espositivi in programma – nell’ambito delle giornate inaugurali di Fotografia Europea 2014 – dalla mezzanotte di sabato 3 maggio alla mezzanotte di domenica 4 maggio.

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Ferretti ai Chiostri di S.Pietro insegna ad un allievo l’arte dell’abbraccio urlato

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Otto fotografie di altrettanti candidati sindaci

Opening che coincide con l’inaugurazione di Fotografia europea, purtroppo sotto la pioggia. Dopo nove anni la manifestazione è cresciuta – e buona parte del merito va riconosciuto all’assessore Catellani – e il programma è ampio e vanta eventi di buon livello. Ma potrebbe essere l’ultimo anno: mancano i soldi e soprattutto manca la volontà politica di mandare avanti una manifestazione impegnativa, anche se l’unica di respiro nazionale che si tiene a Reggio.

Comunque andranno a finire le elezioni del 25 maggio, oggi si chiude un’epoca.

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