HomeAttualitàLa primula verde del commercio: “Sono io l’alternativa”

La primula verde del commercio: “Sono io l’alternativa”

macchina di donatella

La Prampolini ha voluto la macchina…

Dona taglia

Donatella Prampolini vorrebbe dare un taglio alle politiche di maggioranza; qui intanto fa le prove con una forma di Parmigiano-reggiano

42enne, madre di tre figli, coniugata con Alberto Manzini, Donatella Prampolini da Montericco di Albinea, non è propriamente una parvenu dei media: sono ben datate le sue campagne contro le coop dal suo scranno provinciale di Confcommercio, in nome e per conto dei piccoli e medi commercianti. Mentre sorgevano attorno alla città i mega centri commerciali, lei tuonava sul rischio morte del centro storico. Per questo i suoi recenti attacchi al “sistema” vengono da lontano: “non ho attaccato le coop in quanto tali – precisa subito – ma il meccanismo delle porte girevoli che collega la realtà economica a quella politica e viceversa. I vasi comunicanti funzionano per alcuni come trampolino di lancio, per altri come cimitero degli elefanti; in mezzo ci stanno le persone della filiera che si trovano gestiti da uomini e donne che sono a capo di questa piramide non sempre per meriti. Ecco come si spiega il recente tracollo di alcuni colossi coop dell’edilizia, non solo a causa della crisi”. Insomma per la civica pasionaria che porta nei manifesti elettorali i colori di fotografia europea, captatio benevolentiae di stampo cromatico, deve essere invertita la rotta, per il bene stesso delle cooperativa, che in ultima analisi è il bene del nostro tessuto economico.

Parola della “Prampola” che all’inizio del tour de force della campagna elettorale, aveva invitato la stampa a casa facendola mangiare e bere bene assai, ingraziandosela decisamente. Ma non fu solo un tentativo di piacere; in realtà tutta la sua campagna si è caratterizzata per contenuti all’insegna del pragmatismo e per i modi di prendersi anche un po’ in giro da soli. Seria ma in grado di ridersi addosso. Nelle prossime ore taglierà direttamente sotto i riflettori una forma di Parmigiano-reggiano. Contenuti tutti locali quella della Prampolini, anzi reggianissimi, perché l’apparentamento con Berlusconi (è appoggiata da Forza Italia, Nuovo centrodestra e Fratelli d’Italia) è convinta non sposterà di molto l’ago della bilancio elettorale. “Il collante delle formazioni che mi sostengono – dice – è il programma ed i suoi 14 punti, tutti sottoscritti con convinzione dai partiti che mi sostengono”.

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I Forzaitalici a sostegno della Prampolini

Nella scala delle priorità prampoliniane innanzi tutto la crisi economica delle famiglie. Abbassando le aliquote locali e promuovendo sgravi per chi investe nel reggiano qualcosa, secondo lei, potrebbe rimettersi in moto da subito. D’altronde la Prampolini i temi del lavoro li conosce bene: imprenditrice con cento dipendenti a carico, suddivisi negli otto supermercati Sigma tra Reggio e Piacenza, già vicepresidente vicario nazionale dei Dettaglianti alimentari, membro del consiglio nazionale di Confcommercio e vicepresidente di Fineco leasing, ha combattuto in tutti i modi la crescente disoccupazione. Maturando una visione decisionista di affrontare i problemi, potremmo dire “di petto”. Non solo il lunario da sbarcare però e la dignità da ridare a chi ha perduto il lavoro; sicurezza e integrazione sono le altre due questioni principali della candidata sindaco.

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L’incubo di Donatella Prampolini: la squadra al completo di Vecchi

Sulla prima chiede di rivedere il coordinamento e l’utilizzo delle forze dell’ordine: “anche i patti sindacali devono essere rivisti – dice – l’attuale organizzazione e utilizzo risalgono a tempi con esigenze diverse rispetto a quelle attuali. Si deve puntare soprattutto alla prevenzione del crimine – continua – non voglio gente in giro solo a fare multe. E un altro tema caldo è il controllo degli immobili”. Sul tema dell’integrazione: “abbiamo speso tutto ad organizzare feste di quartiere – dice ancora – coi risultati che vediamo. I reggiani si sentono ospiti a casa loro. Si devono rivedere i meccanismi che portano sempre e comunque gli extracomunitari ad accedere ai servizi comunali meglio e prima di chi è nato qua. Si potrebbe pensare ad esempio a far scattare la graduatoria anche in base al tempo in cui si è arrivati dalle nostre parti”.

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La Prampolini con il suo possibile biografo, il giornalista Pierluigi Ghiggini

Secondo Donatella Prampolini il ballottaggio è sicuro, non lo sbandiera per sola scaramanzia. “I reggiani sono stanchi e vogliono finalmente cambiare ed io sono l’alternativa. Sento in giro molti elettori del Pd che si dicono delusi e non vogliono recarsi alle urne. Tenterò di recuperarli alla mia causa”. E se dovesse farcela? “A cena a casa mia rinverdendo i fasti del famoso pranzo per gli operatori della comunicazione”. D’accordo, ma che non sia la cena delle beffe.

 

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