La Manodori nel mirino del Ministero: ecco le carte

La Manodori nel mirino del Ministero: ecco le carteTempi duri per la Fondazione Manodori. L’ultimo capitolo della crisi che ha messo in ginocchio l’ente è l’intervento del Dipartimento del Tesoro del Ministero delle Finanze che ha messo sotto osservazione conti e investimenti di palazzo del Monte. Come ha anticipato 7per24 la Fondazione è sorvegliata speciale e siamo in grado di pubblicare il documento che testimonia l’intervento dell’autorità di vigilanza e lo scambio di carte tra il Ministero e la Fondazione. Scarica la lettera del Dipartimento del Tesoro

Per capire come si è arrivati a questo punto è necessario fare un passo indietro. All’inizio del 2012 la Fondazione ha deciso di aderire all’aumento di capitale di Unicredit nonostante la contrarietà delle istituzioni – Provincia, Camera di commercio e Comune – che chiedevano l’avvio di un processo di diversificazione degli investimenti. La valutazione partiva da un dato: in 12 anni sono andati in fumo 661 milioni di euro. Se nel 1999, anno della fusione con Bipop, il patrimonio era di 859 milioni, alla fine del 2011 è calato a 198. Sono numeri che fotografano un disastro di proporzioni immani. Non solo: oggi il valore di mercato della partecipazione bancaria della Manodori non supera i 90 milioni. Valore che negli ultimi cinque anni è crollato di circa l’85%: 767 milioni di euro del dicembre 2006, 341 del dicembre 2009, 110 nel 2011.

Il pressing di Unicredit aveva però convinto il board della Manodori ad aderire all’aumento di capitale, anche se solo parzialmente, nonostante il valore di mercato della partecipazione bancaria della fondazione non superasse i 90 milioni. Valore che negli ultimi cinque anni è crollato di circa l’85%: 767 milioni di euro del dicembre 2006, 341 del dicembre 2009, 110 nel 2011. E a causa dell’altalena del titolo Unicredit in Borsa nel 2012 le erogazioni sono state dimezzate.

E’ in questo quadro economico-politico che il caso Manodori giunge all’attenzione dell’autorità di vigilanza sulle fondazioni bancarie, che fa capo al Dipartimento del Tesoro. E’ stata la Provincia a inoltrare la segnalazione in seguito all’approvazione da parte del consiglio di un ordine del giorno dell’Italia dei Valori che impegnava l’ente a segnalare “lo stato di profondo depauperamento del patrimonio della Fondazione Manodori all’autorità di vigilanza, in modo che quest’ultima possa utilizzare i propri poteri ispettivi e sanzionatori”. Da Palazzo Allende l’11 marzo è stato trasmesso al Ministero l’ordine del giorno accompagnato da una lettera a margine.

Nella risposta del Dipartimento del Tesoro, datata 12 giugno, si ricostruisce lo scambio di carte con la Fondazione Manodori e in conclusione l’autorità di vigilanza comunica “che continuerà a monitorare la situazione economica, patrimoniale e finanziaria della Fondazione”.

Il documento conferma che la Fondazione che il piano di cessione di azioni Unicredit risulta attuato ad oggi per due milioni di azioni per un controvalore netto di 7.570.607,49. Ma sugli investimenti – fra i quali l’aumento della partecipazione nella Cassa depositi e prestiti, la finanziaria controllata dal ministero dell’Economia – è tutto fermo in attesa di tempi migliori.

Nel documento si rende noto infatti che ulteriori azioni saranno cedute “non appena le condizioni di mercato più favorevoli”. Anche sulla diversificazione del patrimonio da palazzo del Monte non si sbilanciano: “la Fondazione valuterà tempo per tempo andamento e opportunità dei mercati, anche in riferimento ad eventuali ed ulteriori possibili operazioni di reinvestimento della liquidità ottenuta dalla cessione delle azioni Unicredit”.

 

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